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Visita autunnale a Ciriè

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Mancano pochi giorni alla fine dell’autunno, il Canavese si è vestito con i caldi colori del rosso, del giallo e dell’arancione, ed è ormai pronto a cambiare abito e a coprirsi con il bianco luccicante della brina, ad esaltare il marrone delle sue terre e il rosso delle bacche.

San Martino e la vita contadina

In autunno in Canavese si possono visitare i piccoli borghi e le graziose cittadine partecipando alla numerose feste e sagre della castagna.
Tra le festività una delle più importanti è quella legata al Santo Patrono e tra questi San Martino, che ricorda la conclusione del lavoro dei campi, prima dell’inizio della rigida stagione invernale.

L’agricoltura in Canavese ha sempre avuto un importante ruolo, tanto che Adriano Olivetti, con l’IRUR – Istituto per il Rinnovamento Urbano e Rurale – promosse tra l’altro, nel 1956, la costituzione della Cooperativa agricola di Montalenghe.

particolare_affresco_san_martino_cirie2 Particolare affresco di San Martino a Ciriè
Diversi quindi i paesi canavesani che festeggiano San Martino, tra cui l’omonimo paese, San Martino Canavese, Albiano d’Ivrea, Cuorgnè e Ciriè.

Ed è proprio in questa cittadina, ai piedi dell’altopiano delle Vaude, circondata dal naturale scenario prealpino, che con la mia famiglia ho scelto di trascorrere una giornata durante la Fiera agricola di San Martino.

Passeggiata medievale

Il nostro itinerario incomincia a nord-ovest della città, in Corso Nazioni Unite, di fronte la Torre di San Rocco.

Ultima testimonianza di ciò che rimane della solida cerchia di mura, dotata di tre porte e 14 torri, che circondava fin dal XII secolo il Borgo e che partiva dal Castello, che fu anche dimora di Margherita di Savoia, figlia di Amedeo V.

Passando tra le bancarelle della fiera nei pressi della torre prendiamo Via Don Lorenzo Giordano e raggiungiamo Via Vittorio Emanuele con i suoi portici medievali, dove si può tranquillamente passeggiare guardando le vetrine dei negozi oggi aperti e fare acquisti così come accadeva nel passato nelle botteghe dei mercanti.

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Torre di San Rocco a Ciriè

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Chiesa di San Martino a Ciriè

Ci dirigiamo a destra, passiamo davanti alla Chiesa di San Giuseppe e raggiungiamo la Chiesa di San Martino dell’XI secolo e dichiarata monumento nazionale nel 1910.

Chiesa di San Martino

È considerata uno dei più interessanti reperti dell’architettura religiosa romanica in Piemonte, abbandonata dai ciriacesi dopo l’erezione della Chiesa di San Giuseppe all’interno del borgo.

Peccato che non sia visitabile in questi giorni di festa altrimenti si potrebbero ammirare gli affreschi che vi sono conservati, tra cui un ciclo del XIV secolo dedicato a Maria , in cui vi è rappresentata anche un Pietà.

Torniamo nel cuore della festa seguendo Via Vittorio, fino all’angolo di Via Nino Costa con la sua torre, prendiamo la traversa per un breve tatto fino a che vediamo spuntare il campanile del Duomo di San Giovanni, di fronte al sagrato passeggiando tra bancarelle di bigiotteria non si può non notare la struttura romanico-gotica dell’edificio, risalente al secolo XII-XIV.

La Fiera agricola di San Martino

Passando davanti al duomo raggiungiamo Piazza D’Oria dal nome dei Marchesi genovesi che regnarono la Castellania e i sui feudi dal 1576 fino agli inizi del 1900.

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Duomo di San Giovanni a Ciriè

E’ quasi ora di pranzo e dagli stand di street food si leva un profumo irresistibile: profumo di polenta concia, salcicce e carne in umido e alla griglia. Camminiamo tra file di banchi che offrono leccornie di ogni genere: salumi e formaggi tipici, birra e vini locali, paste di meliga.
Non resistiamo a lungo e ne approfittiamo per gustarci le migliori prelibatezza al ritmo della musica.

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Street food a Ciriè

Rifocillati riprendiamo “la gita” tra banchi con cavoli variopinti, fiori e alberi da frutta raggiungiamo l’angolo sinistro della piazza in Via Rosmini diretti a Villa Remmert, costruita alla fine dell’800 dalla famiglia Remmert, industriali di origine prussiana, che a metà dell’800 impiantarono i loro opifici nella zona del basso canavese e Valli di Lanzo e in particolare a Ciriè, dove stabilirono anche la loro residenza.

Villa Remmert e Phantasmagorical

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Le nostra amiche mele

Nella Serra di Villa Remmert la mostra “Le nostre amiche mele” promossa dall’ ATA di Cirié dedicata alle varietà di mele più adatte al frutteto familiare: mele moderne, vecchie mele piemontesi, varietà resistenti alle malattie.
Non pensavo esistessero più di 150 qualità di mele!

Nei saloni al pian terreno della Villa la mostra fotografica di Patrizia Piga “Phantasmagorical” con immagini sul tema dei prodotti alimentari già presentate a Expo 2015 e più di recente al Salone del Gusto.

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Patrizia Piga a Ciriè

Sapevo che il cibo era buono ma grazie a quest’artista ha suscitato in me emozioni nuove da approfondire.

Palazzo D’Oria

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Esterno Palazzo D’Oria Ciriè

Tornati nella piazza, all’angolo con Corso Martiri della libertà, tra macchine agricole abbiamo raggiunto Palazzo D’Oria.
L’edificio costruito nel XV secolo è, dal 1909, ed è sede del Palazzo Comunale.

Il Palazzo prende il nome dei marchesi di Ciriè, feudatari dei duchi di Savoia e ramo cadetto della famiglia genovese dei D’Oria. Giovanni Girolamo I, protagonista della permuta con il Duca Emanuele

Nei locali restaurati al piano terreno ospita la Quadreria D’Oria, inaugurata questo sabato 17 dicembre 2016, espone 36 ritratti tra cui anche quello di Gian Gerolamo D’Oria, primo Marchese di Ciriè.

Che dire? Una giornata bellissima alla scoperta di una deliziosa cittadina ricca di storia e cultura!

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Nico Sofia

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“I genitori danno due cose ai figli: le radici e le ali.” Proverbio indiano del Quebec

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