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Vidracco e i Monti Pelati

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Vidracco

In una fresca mattina di gennaio eccomi a Vidracco, un piccolo comune all’ingresso della Valchiusella, a circa 10 KM da Ivrea, visitato, ogni anno, da migliaia di persone per vedere l’opera ipogea più grande più grande al mondo: un tempio sotterraneo di 8500 metri cubi scavati nella roccia.
Il paese si trova, sulla destra idrografica del lago di Gurzia, un bacino artificiale originato dallo sbarramento del torrente Chiusella. In inverno, con il cielo coperto dalle nubi, i colori dell’area lacustre tendono al grigio con piacevoli giochi di luce sull’acqua, gli alberi scuri contrastano con il colore marroncino chiaro dei prati …. Sembra incredibile che, tra meno di due mesi, con l’arrivo della primavera ci sarà un esplosione di colori e il panorama apparirà totalmente diverso.

ECOMUSEO

Lasciata la macchina nel parcheggio accanto al municipio, decido di avvicinarmi, a passo di Nordic Walking, al lago scendendo in Via del Mulino e raggiungo in breve tempo il vecchio mulino del paese ristrutturato e ora sede dell’Ecomuseo.
Purtroppo, lo trovo chiuso, avrei voluto vedere le macine in pietra originali recentemente messe in funzione per macinare farina di mais, grano e castagne, immaginare il mugnaio tutto impolverato immerso nel suo duro lavoro… mi sono dovuto accontentare di vedere la grossa ruota … ci tornerò sicuramente!

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SENTIERO DELL’UOMO

Proseguo quindi seguendo il precorso naturalistico attrezzato sulla riva del lago Gurzia per circa un chilometro. Mentre percorro il sentiero delimitato da steccati costeggio l’antica roggia che convoglia una porzione delle acque del torrente Chiusella fino al Comune di Baldissero C.se.
Lungo il percorso incontro capanni per l’osservazione ornitologica e cartelli recanti informazioni sulla flora e sulla fauna tipiche della zona.
Sullo sfondo in lontananza la Riserva Naturale dei Monti Pelati.

LA DIGA DI GURZIA

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Il sentiero termina alla diga posta tra il comune di Vidracco e il paese di Vistrorio che serve la centrale idroelettrica di Ponti Preti presso il comune di Strambinello. Un cartello ne racconta la storia e le caratteristiche. Sorrido pensando che è stata realizzata nel 1922, in pochi anni.
Da qui il panorama è bellissimo in primo piano il lago, a sinistra, sullo sfondo, le montagne e sulla destra la collina morenica della Serra.
Non esiste un percorso ad anello e si deve tornare sui propri passi ma appena possibile devio su per il “pratone” e raggiungo velocemente il punto di arrivo.

IL BORGO

Sebbene sia transitato da Vidracco più volte salendo in bicicletta in Valchiusella, non ho mai avuto l’occasione di visitare il paese … da Via Benso Conte di Cavour si può raggiungere la centrale Via Vittorio Emanuele in pochi minuti. Le case tipiche canavesane sono state in gran parte rimaneggiate ma conservano in alcuni scorci gli aspetti caratteristici, vi sfido a cercare le antiche insegne dipinte, memoria di un passato fatto di piccole attività oggi scomparse, oppure l’arco sotto il quale passavano i bambini per andare a scuola, la scritta è ancora là anche se il tempo ha fatto cadere la lettera “L”.

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Poco distante la chiesa Parrocchiale del 1717 intitolata a San Giorgio Martire raffigurato nell’affresco che sovrasta il portale intento ad uccidere il drago. Il Santo è il patrono del paese festeggiato il 23 Aprile.
Vidracco è anche una galleria d’arte a cielo aperto …sui muri delle case nei cortili, opere pittoriche o in ceramica risultato di iniziative culturali dell’ultimo decennio che vale la pena vedere di persona.

TORRE CIVES E LA RISERVA DEI MONTI PELATI

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Non potevo di certo lasciare Vidracco senza visitare per l’ennesima volta Monte Cives e l’omonima torre simbolo del paese, sebbene l’abbia vista più volte mi piace ritornarvi perché il luogo è davvero singolare.

Sebbene sia un walker ho preso l’auto per far prima, si raggiunge appena fuori dal centro abitato salendo sulla destra in Via Baldissero e poi Via Vespia fino alla la chiesetta di San Rocco.
Qui ho lasciato l’auto e ho percorso la sterrata, breve in questa stagione lunga sebbene ventilata in estate, fino a raggiunge la torre.
Monte Cives fa parte dei Monti Pelati, un’area collinare di circa 150 ettari su cui dal 1993 si è istituita la Riserva Naturale. Il panorama salendo e mozzafiato… e spazia a 360°! Raggiunta la sommità si ammiral’alta Torre a pianta quadrata costruita qui nel XII secolo dai liberi comuni Canavesani.

Rocce di colorazione grigio verdi, si alternano a vasti affioramenti di magnesite bianca, la vegetazione è per lo più bassa costituita da cespugli di brugo e ginepri qua e là rade betulle, sembra di essere sulla luna!

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Non potevo chiudere in modo migliore una mattina intensa immerso nella natura, praticando il mio sport preferito tra storia e cultura!
Peccato non avessi anche qualcosa di buono da mangiare, perché vicino alla torre si trova un’area picnic con tavoli e griglie; l’ideale per passare una bella giornata all’aria aperta e in compagnia!


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Nico Sofia

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