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Verde Canavese

Ogni primo sabato del mese, nella piazza municipale di Romano Canavese, si svolge l’ormai classico appuntamento con lo “Scambio di piante”.
Possono partecipare tutti coloro che abbiano interesse a scambiare/regalare piante, è sufficiente portare i vasi o i semi che si vogliono scambiare o regalare, preferibilmente muniti di cartellino con il nome della specie. scambio_piante_10web Si possono scambiare anche talee, bulbi da giardino, da orto, da vaso o da appartamento e piante acquatiche, ma anche libri su piante e giardini, monili e ricette a tema…

Si tratta di una piattaforma di conoscenze e d’idee tra appassionati e curiosi del mondo del verde. Anche i bambini possono partecipare con un banco a loro dedicato, in cui scambiare le loro piantine o fare dei bellissimi disegni.

Un’unica, semplice, regola: non è un’iniziativa commerciale, non si possono vendere le piante.

Ad ogni incontro partecipa un esperto che parla dell’ambito in cui si è specializzato, ad esempio permacultura, particolari metodi colturali, canapa, peonie, api, progettazione del verde, compost, piante alpine, bonsai, micorrize, semi, consumo del suolo, frutticoltura, stabilità degli alberi, zeoliti, acquisto solidale, giardino al naturale e tanti altri.
Lo scorso settembre si è tenuto eccezionalmente lo “scambio di piante Extra Large”, a cui hanno partecipato tutti gli esperti intervenuti negli ultimi due anni.

Alla base degli incontri vi è anche la nobile idea di riconquistare la Piazza, sottraendola per una mattina all’uso di parcheggio, e far uscire la Gente, incentivando gli incontri.

Fa tutto parte del piano di valorizzazione territoriale del Comune di Romano:
portare le persone a fare rete, imparare qualcosa sulla natura, aumentare la conoscenza del verde, far parlare le persone con gli esperti, o gli esperti tra loro nell’edizione Extra Large, nonché far conoscere Romano a chi viene da “fuori”.

Ideatrice ed organizzatrice dell’evento è l’agronoma Anne Harder, che ci fa dono della sua presenza provenendo addirittura dalla Danimarca, anche se ormai la sua passione e conoscenza del Canavese ne fanno un’italiana DOC!

scambio_piante_19webAnne si è specializzata in progettazione di aree verdi, con un’interessantissima tesi sul recupero della piazza del mercato di Ivrea. Ho avuto la fortuna di leggere il suo scritto qualche anno fa, constatando un perfetto connubio tra funzionalità pratica e valorizzazione del patrimonio ambientale eporediese, grazie ad aree con scorci panoramici sulle montagne ed al felice collegamento ciclo-pedonale fra l’antico “lago di città” e la zona dei 5 laghi. Il disegno prevede lo spianamento dell’area, l’inserimento di piante autoctone, la tracciatura di piste simili a quelle per l’atletica leggera e percorsi fra gli alberi, il tutto senza intaccare minimamente gli spazi destinati alle attività mercatali. Chissà che un giorno non si possa realizzare davvero, trasformando Ivrea nella città con la più bella piazza del mercato del Canavese (e non solo…)!

L’unica accortezza sarebbe quella di aggiornare il progetto integrando l’ormai fondamentale gattile eporediese, sito ai bordi dell’antico lago cittadino.


Nell’ambito di valorizzazione di Romano Canavese nel giugno del 2015 inaugurazione dell’Ortensieto pubblico più grande del Piemonte, con più di 60 specie di ortensie per riscoprire il Liberty.


Le due fotografie inserite nell’articolo sono state gentilmente concesse da Elena Franco.

Un reportage lungo un anno che ha documentato, attraverso oltre mille scatti, l’evento dello scambio di piante a Romano Canavese (Torino), ogni primo sabato del mese. Un lavoro fotografico a supporto del piano di valorizzazione del borgo storico, che è servito quale strumento di rafforzamento dell’identità locale. Per ritrovare il senso di “Comunità”.

Vi invitiamo a visitare il suo sito per scoprire i suoi lavori: http://www.elenafranco.it/scambio_piante.htm






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Silvia Faggian

Silvia Faggian

"Una nuova verità scientifica non si afferma convincendo i suoi avversari e illuminandoli, ma piuttosto perché dopo molti anni i suoi avversari muoiono e le nuove generazioni crescono abituate ad essa". Max Planck, Premio Nobel per la Fisica (1918)

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