VATE FE' 'MPICHE' A TURIN

VATE FE’ ‘MPICHE’ A TURIN

Nato fuori Torino , ma usato comunemente anche in città , questo modo di mandare al diavolo qualcuno può essere spiegato con un brano del libro Cuneo di Pietro Camilla.

Nella redazione manoscritta degli Statuti di Cuneo del 1380, la più completa rimastaci, la pena di morte é comminata per alcuni reati più gravi. I cuneesi erano però brava gente e non facevano lavorare i boia.

VATE FE' 'MPICHE' A TURIN

Preoccupato per l’inutile spesa, il vicario, dopo aver chiesto parere al Consiglio generale dei capi di casa, ordinò al Chiavaro di licenziare il boia.
«Se ne avremo bisogno ci serviremo di quello di Torino».

Non molto tempo dopo, capitò, nonostante la clemenza usata, di dover proprio condannare un ribaldo alla pena capitale.

Interpellato, il boia di Torino chiese 700 lire. Una cifra superiore allo stipendio annuale del vicario.
Questi ebbe un sussulto, chiamò il Chiavaro e gli disse:
« CH’A PIJA ‘L CÔNDANA’, CH’A J DAGA DÔSENT LIRE E CH’A J DISA CH’A VADA FESSE ‘MPICHE’ A TURIN!».

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Piero Verlucca Frisaglia

Piero Verlucca Frisaglia

“Scrittore, ricercatore, storico, poeta … a dir la verità mi sento più un contastorie”

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