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Tra ceramica e pittura la storia di una collaborazione artistica

Si dice che a Ivrea alla fin fine ci si conosce tutti, perché è un grande paesone e magari si è andati a scuola insieme o quello lo conosci perché è il figlio dell’amica della sorella del fidanzato di mia cugina che frequentava quel gruppo lì quando c’era ancora quel locale là nella piazza delle poste.
Chiara Bossi, in arte Maniterra, ed io ci siamo conosciute facendo gli aperitivi dall’Alina nella via che porta dalla piazza ai giardinetti di Ivrea.

Elena_ManiterraChiara è ceramista, ha il suo laboratorio Maniterra a Montalto Dora, mentre io sono un’illustratrice e pittrice e ho il mio atelier a Pavone Canavese.

Maniterra è il laboratorio dove nascono le creazioni di Chiara, ceramista che ama definirsi una “ciotolara” perché la sua arte, antica come la notte dei tempi, nasce dalla lavorazione della terra quando ancora serviva esclusivamente a creare oggetti per contenere il cibo. Ma lei non è solo questo è anche un’artista che riesce a trasformare l’argilla in qualcosa di unico ed originale.

Facciamo parte dello stesso gruppo di arte ArteInFuga, il che ci ha dato la possibilità di curare la nostra prima esposizione insieme al Castello di Sale di Ivrea.

laboratorio ManiterraLa nostra collaborazione si è fatta più complessa, più sinergica, più simbiotica tant’è che a gennaio abbiamo iniziato a lavorare alla nuova collezione di maioliche MaMETe: Elena Mirandola decora Maniterra. Una collezione unica in cui si fondono le capacità singolari del paziente lavoro artigianale con l’originalità e la freschezza dei decori.

All’inizio ho dovuto prendere dimestichezza con la tecnica del decoro su ceramica, un’esperienza nuova in un mondo nuovo quello di Maniterra: un laboratorio luminoso, ricco di oggetti nati dal paziente lavoro artigianale della terra che si godono dai loro scaffali i raggi di sole e il profumo degli incensi e dei fiori di stagione, in attesa di trovare una nuova casa.

Ma come nasce un’opera d’arte firmata MaMETe?

tornio argillaLa sua storia inizia da un blocco di argilla, impastata dalle acque di un fiume per chissà quanti anni. Le mani di Chiara lavorano al tornio il pezzo argilla con una cura e un’attenzione uniche, girando e rigirando la terra grigia, pregna di acqua, che si trasforma in continuazione dando vita a qualcosa di magico, dando vita a una forma nuova.

Ora l’oggetto deve aspettare una settimana circa che l’acqua al suo interno evapori. Una volta asciutto entrerà nel forno, no non quello di casa, ma uno apposta che lo porterà fino a mille gradi di temperatura trasformandolo così in biscotto, no non quello che si fa nel forno di casa. Il suo colore è cambiato, da grigio è diventato rossiccio per la reazione chimica del ferro durante la cottura.

Adesso è pronto per essere smaltato di bianco, viene prima immerso nello smalto liquido e successivamente spruzzato sempre con lo smalto ma più denso in modo che si formi uno strato polveroso su cui si applicherà il colore

ceramica_dipintaPoi arriva il mio turno, per colorare le ceramiche utilizzo dei colori apposta che sono delle polveri da mischiare con l’acqua, un po’ come l’acquerello ma appena vengono a contatto con la superficie si asciugano.

La difficoltà sta nel fatto che quello che si decora non sarà del tutto uguale a quello che apparirà dopo la seconda cottura, in quanto alcuni colori con le alte temperature cambiano la loro intensità per cui bisogna imparare a conoscerli, come dei buoni compagni di viaggio. Inoltre mentre si decora non si può toccare l’oggetto perché si rischia di far saltare lo smalto bianco, si fa tutto con i pennelli e una grande attenzione.

A questo punto ci siamo quasi, è arrivato il momento dell’ultimo passaggio ovvero la seconda cottura a gran fuoco nel forno apposito, di nuovo a mille gradi, di nuovo aspettare per due giorni, di nuovo chissà come verrà chissà chissà chissà.

Eccolo! È arrivato il momento, il gran finalmente! Si apre il forno e loro sono li, tutte “vicine vicine” per non sprecare spazio ed energia, tutte belle brillanti e colorate pronte a farsi ammirare, sono le opere d’arte firmate MaMETe, il risultato del nostro lungo lavoro.collezione_MaMETe

Questa collezione di maioliche merita di essere esposta, così presentiamo la mostra “Pancia & Colore”! che nasce dalla collaborazione tra due artiste canavesane.

La mostra ha esordito il 16 maggio presso lo Spazio Pitetti – ArteinFuga a Ivrea, riscuotendo un notevole successo, l’inaugurazione è stata arricchita dagli interventi poetici di Vasco Mirandola che ha intrattenuto i visitatori con le sue singolari parole.

Le opere di Maniterra sono ceramiche tornite e poi stordite, la decorazione è strutturale, sono interventi di argilla sull’argilla, deformazioni, afflosciamenti, avvitamenti, ondulazioni e voli di farfalle su fiori plastici.
Per la nuova collezione MaMETe invece Maniterra ha lavorato in maniera artigianale l’argilla ed io sono intervenuta con i colori riportando i soggetti caratteristici dei miei quadri sulla ceramica. Quadri pittorici con sfondi a collage ben studiati su cui si stagliano colorati e brillanti cactus, peperoncini, fenicotteri, creature marine, cuori e paesaggi verdeggianti dipinti con acrilici e pastelli ad olio.


A metà luglio 2015 a Pila in Valle D’Aosta all’interno della mostra presentata dall’Associazione Culturale Opuntia: “MANITERRA ed ELENA MIRANDOLA di passo in passo tra ceramica e pittura”, ci sarà un’esposizione dislocata in quattro hotel di Pila, presso i quali si potranno ammirare le opere in ceramica realizzate da Maniterra e i dipinti di Elena Mirandola. La presentazione delle Artiste e della Mostra si terrà il 17 luglio ore 17:30 presso la Saletta Pila 2000 – l’esposizione durerà dal 17 luglio a fine agosto.

Per scoprire molto di più ecco i siti web delle due artiste canavesane:
www.maniterra.it
www.elenamirandola.com

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Elena Mirandola

Elena Mirandola

"I'm just doing something creative or something stupid"

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