cimento canavesano 2 -2017 mini blog

Terzo anno per il Cimento Canavesano!

cimento-canavesano-2017-blog-web

CIMENTO CANAVESANO PER CONOSCERE IL CANAVESE

Nove mesi per provare a cimentarsi con le salite canavesane del Cimento Canavesano. Ogni anno nuove sfide fanno conoscere meglio il Canavese e aumentano i ciclisti che concludono tutte le 20 salite proposte dagli organizzatori: dai 6 del 2015 ai 30 del 2017.
La novità del 2017 è la Tappa Prestige, con 4 salite, dedicata al Campione belga Lucien Van Impe.

LE SALITE DEL CIMENTO CANAVESANO


FACILE
Una sola è stata classificata come “facile”, quella con partenza da Rivarolo Canavese per arrivare al Pian Audi (867 mt. dal livello del mare) nel Comune di Corio.

BASSA DIFFICOLTÀ
La maggioranza però, 7 salite su 20, sono state classificate dagli organizzatori con “bassa difficoltà”: le tre tappe che vedono la Serra d’Ivrea protagonista, il Santuario di Belmonte, la frazione di Fondo in Valchiusella, Castelnuovo Nigra e Frassinetto.


FATICOSA
Due sono classificate come “faticose” quella che ha come meta il Colle del Nivolet, vera e propria strada d’alta quota, e la località Maletto, sopra Carema.

MEDIA DIFFICOLTÀ
Più faticose, ma di “media difficoltà” le salite di Sparone, Gressoney e Olinello (le uniche due al di fuori dalla Regione Piemonte).


MOLTO IMPEGNATIVA
Altre due sono “molto impegnative” come Scalaro o la gemella che porta a Alpe Buri sopra Settimo Vittone.

IMPEGNATIVA
Le tappe del Colle Pian dei Muli sul Monte Cavallaria, quella di Santa Maria Maddalena ai Piani sopra Tavagnasco e quella di Piamprato in Valle Soana sono classificate come “impegnative”.

Si comprende tutto lo spirito del Cimento Canavesano leggendo i racconti, pieni di entusiasmo, dei ciclisti che hanno partecipato all’edizione 2017!

Simone TalericoDavide BigginValter FumagalliMaurizio OttinoMaurizio Prola




Simone Talerico



Inizia la salita, quella vera, e sono qui che spingo.
Penso sia meglio non aggredire da subito perchè potrebbe essere troppo presto e non so quante energie mi resteranno con questo caldo.
Dalla fronte vedo le gocce cadere sul telaio rendendolo sempre più lucido.
Oggi è veramente dura, colpa anche dei 35 gradi…me l’aspettavo, mi sono preparato ma è comunque dura.
Qualcuno, tempo fa, ha detto “Quando la strada sale non ti puoi nascondere”.
Non è una gara, ma è una sfida con me stesso.
E non voglio perdere, voglio vincere, sempre.
Continuo a focalizzarmi sul momento della foto, ingannando la sensazione della fatica.
I cartelli delle frazioni continuano a passare…finalmente, in lontananza, vedo quello che indica il traguardo, quello vero.
Mi alzo sui pedali per gli ultimi metri, è una questione di orgoglio. Ho dato tutto…ed è fatta.
Appoggio la bici al palo, un bel selfie e si torna a casa.
Missione compiuta e cimento conquistato, sono felice!

simone talerico-web




Davide Biggin



davide biggin-web

Anche per quest’anno sono orgoglioso di poter dire di aver completato l’edizione 2017 del Cimento Canavesano!
Tante sono state le novità introdotte quest’anno: a partire dalle salite, ovviamente. Ho gradito decisamente la scalata a Staffal, piuttosto lunga ed impegnativa, ma il paesaggio montano che si può ammirare superando ogni curva è decisamente appagante.
Anche il percorso verso la borgata di Olinello è del tutto inedito: non lo conoscevo affatto e per non perdermi ho dovuto scaricare la traccia per il gps.
Peccato che nell’ultimo tratto l’asfalto sia decisamente brutto, o meglio forse è una salita più adatta alla mountain bike piuttosto che alla bici da corsa; ma nonostante la paura per una possibile foratura, sono comunque arrivato in cima!

La vera novità dell’edizione 2017 è la tappa Prestige dedicata al corridore belga Lucien Van Impe; si tratta di un percorso ad anello che raggruppa in un’unica uscita alcune delle salite più classiche nella zona della Serra: Fiorano, Nomaglio, Andrate, Broglina, Cerrione, Zimone. La tappa, in aggiunta rispetto alle venti salite, dà diritto ad un ulteriore riconoscimento. Non vedo l’ora di scoprire di cosa si tratta!
Per fortuna però non sono cambiati i veri capisaldi del Cimento che hanno contribuito a renderlo così popolare tra gli amatori; tra questi l’autonomia nella “gestione” delle salite che garantisce la giusta flessibilità per conciliare il Cimento con altre competizioni o attività agonistiche e, perché no, anche in funzione della propria forma fisica.
Ovviamente è rimasto il RoadBook, il fido compagno di uscite che ha mantenuto la sua funzione di “certificare” il raggiungimento dei traguardi, facendovi apporre i timbri ove previsto.
Oltre alle già citate nuove tappe per fortuna sono sempre presenti le classiche del panorama canavesano: il Colle del Nivolet, la nostra Cima Coppi (che ogni volta mi emoziona…), o La Cavallaria, oppure Piamprato Soana e tante altre, senza dimenticare le immancabili “spacca gambe” Santa Maria Maddalena (!!), Alpe Maletto e Alpe Buri.
Sebbene si tratti di salite già fatte in passato, ogni volta è come la prima. Perché sempre diverso è lo stato d’animo e diversi sono i pensieri che ci accompagnano lungo la strada, mentre stringiamo il manubrio e spingiamo sui pedali, inesorabilmente fino all’arrivo.

Che altro dire… Bravissimi tutti del Fuori Onda Team, ed in particolare al “vulcanico” Luciano Debernardi che riesce a stupire inventando qualche novità ad ogni edizione; cosa avrà in serbo per il 2018? Staremo a vedere… per ora: grazie di tutto!!




Valter Fumagalli



Ed eccomi ad affrontare la mia seconda esperienza al cimento, ormai non mi sento più un pivello alle prime armi; so come funziona e sono pronto ad affrontare questa nuova avventura.
Dopo essermi misurato con l’edizione precedente ho capito che andare in bici mi piace e mi sono anche regalato un mezzo adeguato.

valter fumagalli-web

Da profondo sostenitore del “se non hai la gamba non vai da nessuna parte!” devo anche dire che pedalare con uno strumento adeguato un po’ il compito lo facilita!
Si solo un po’ perché fin dalle prime salite le orecchie degli organizzatori avranno iniziato a fischiare e i miei pensieri non erano esattamente quelli di un educanda!
Però la soddisfazione quando arrivi è immutata e se possibile anche maggiore, soprattutto quando, sui tratti comuni alla precedente edizione, Strava ti dice che hai migliorato il tuo tempo, la tua prestazione, hai spostato, ancora una volta, un po’ più in alto la famosa asticella.

Mi son chiesto molte volte se gli organizzatori sarebbero stati capaci di rinnovare e presentare nuovi percorsi, ebbene la risposta è sì…
Castelnuovo Nigra? Pian Audi? Prascundu?
A no!
Prascundu quest’anno non c’era…
e beh?!? Dopo averlo scoperto l’anno scorso ci sono tornato con degli amici che non avevano mai fatto questa salita e, quando all’arrivo senti dire “…ma qui è una figata!” la soddisfazione di aver regalato a qualcuno un momento di gioia è indescrivibile.
Se non fosse per il Cimento ci sono posti in cui credo non sarei mai andato, dopo 45 anni sempre vissuti in Canavese scoprire che ci sono luoghi unici ancora da scoprire è stata forse la cosa più bella e per questo ringrazio profondamente l’organizzazione.
Non vedo l’ora di scoprire cosa vi siete inventati per l’anno prossimo.




Maurizio Ottino



maurizio ottino-web

Ho scoperto il cimento all’inizio del 2016, quando reduce da un’investimento, pianificavo le attività che che avrei potuto fare nel corso dell’anno.
Poi purtroppo i tempi del recupero sono stati lunghi, e ho dovuto rimandare a quest’anno.
Che dire, è stata un’esperienza interessantissima, da ripetere sicuramente.
La completa autogestione della sequenza delle salite da effettuare,la scoperta di nuovi itinerari, gli stupendi panorami goduti una volta arrivati in cima, hanno ampiamente ripagato della fatica effettuata.
Per rendere il tutto ancora più interessante, ho deciso di effettuare le ascese, inserendole in giri che partivano e arrivavano dalla mia residenza, e questo alla fine delle 21 tappe, mi ha portato a percorrere 2900 km e 35000 m di dislivello.
Un ottimo allenamento per le rando e le gran fondo della stagione.

Molte salite del Cimento le conoscevo, ma di altre avevo sentito parlare come delle vere e proprie spacca gambe, e devo dire che per alcune di esse in effetti è vero, ma vuoi mettere la soddisfazione che provi una volta arrivato in cima?
Il più delle volte ero completamente solo, e mi sono fermato a contemplare la bellezza dei luoghi, il silenzio circostante, rotto solo dai rumori degli animali selvatici, e mi sono detto: sono fortunato a godere di tutto questo, e finché ce la farò fisicamente, nulla mi impedirà di “Cimentarmi” in ascese simili.
Un grande grazie a Luciano e a tutti i componenti del Team Fuori Onda per la splendida iniziativa. Un arrivederci al 2018!




Maurizio Prola



Dicembre 2016 visita medica in vista della nuova stagione obiettivo la Milano Sanremo (ultima possibilità di partecipare) il dottore misura la pressione e mi dice niente tesserino agonistico pressione troppo alta.
Mi crolla il mondo addosso ma memore del 2015 mi rigiro sul Cimento Canavesano (senza dubbio una cosa facile) e devo dire che la scelta anche se forzata è stata azzeccata.

maurizio prola-web
Alcune salite erano già in quell’edizione (dove fra l’altro ero 1 dei 2 meno giovani) ma rifarle è stata una sfida contro me stesso e quando tornavo oltre alla soddisfazione di avercela fatta e vedere che il tempo impiegato era lo stesso mi sentivo ringalluzzito.
Per fortuna quest’anno non ho trovato mai tempo brutto e sulle vette lo sguardo spaziava per chilometri, certo che ho dovuto modificare uno dei miei comandamenti e precisamente: quando scendo di bici in salita torno a casa e la vendo, adesso ho aggiunto guarda la carta d’identità e poi decidi.
Sono stati particolarmente belli i posti dove timbrare, nella tappa prestige ad Alice la signora del negozio era dispiaciuta che non passassi più visto che oramai eravamo divenuti amici. Comunque un’esperienza da incorniciare e da ripetere se l’anno prossimo per gli over 70 l’amico Luciano mette qualche riduzione.
Grazie agli amici del Fuorionda Bike continuate che siamo tutti contenti.


PER TUTTE LE INFORMAZIONI:
http://www.salitedelcanavese.it/


Tags: , ,






Luciano Debernardi

Luciano Debernardi

ciclismo eroico= macchine recuperate dai solai, strade bianche, maglie di lana, polvere e passione

Lascia un commento