NATURA CANAVESANA: UNICA!

AMI Anfiteatro Morenico d’Ivrea

Come un vero e proprio anfiteatro creato dalle colline moreniche, plasmate dal Ghiacciaio Balteo, disposte a semicerchio su una superficie di più di 500 km quadrati, abbraccia e protegge il territorio pianeggiate interno solcato dalla Dora Baltea. 
Il braccio orientale dell’anfiteatro, che coincide con la Serra d’Ivrea, è un gioiello di inestimabile valore naturalistico mondiale, dorsale morenica costituita esclusivamente da depositi glaciali divide il Canavese dal Biellese, ha la forma di una muraglia rettilinea la cui la lunghezza supera i 20 km e  supera i 600 metri di altezza.

Lago di Viverone, il Lago di Candia, i Cinque laghi di Ivrea e la pista da ballo sopra il lago

canale_lago_candiaIl Ghiacciaio ha lasciato in dono al territorio canavesano due laghi speciali: quello di Viverone, il terzo lago a livello regionale, e quello di Candia Canavese, tra le più importanti zone umide del Piemonte (SIC e ZPS) laghi, ma non solo …anche cinque laghi che occupano le conche glaciali vicino ad Ivrea: Lago Sirio, Lago Pistono (o di Montalto), Lago Nero, Lago di Campagna (o di Cascinette) e il Lago di San Michele.

Nessuno di questi è una pista da ballo, ma un ulteriore piccolo specchio d’acqua, oggi scomparso,  che ancora nell’Ottocento faceva salire il numero dei laghi intorno ad Ivrea da cinque a sei.  Oggi è uno strato di torba, appoggiato su una superficie d’acqua, sopra il quale  cresce il bosco. Lago SirioL’acqua permette alla torba di galleggiare e saltellando sopra il terreno si fa ballare tutto quello che ci circonda, alberi, rami, rovi e …persone.

Antichi altari

Il braccio sinistro dell’anfiteatro ospita ciclopici massi erratici, altra testimonianza lasciata del Ghiacciaio. La loro imponente mole, la posizione in cui sono collocati e il mistero che circondava la loro origine hanno fatto sì che fossero utilizzati anche come “altari” dagli antichi abitanti del Canavese.
Oggi passeggiando per i boschi si possono ancora vedere, in qualche punto ricoperte particolare_su_sito_sentiero_delle_animedalla vegetazione, queste are primitive. Gli stessi movimenti che hanno determinato la formazione delle Alpi sono anche i responsabili dell’origine di questi massi, successivamente trasportati dal Ghiacciaio nelle attuali posizioni.

Anomalia gravimetrica e monti pelati

La zona dell’anfiteatro si trova sopra una “cicatrice” della crosta terrestre, nel punto di contatto tra la zolla africana e la zolla europea, denominato “Linea Insubrica” e a livello locale “Linea del Canavese”. Nel corso di milioni di anni ci sono stati periodi di compressione e altri di dilatazione, che hanno reso l’estremità occidentale della regione piemontese una zona oltremodo interessante dal punto di vista geologico, basti pensare che la forza di gravità che si registra è superiore a quella teorica, la maggiore anomalia gravimetrica di tutto il nord d’Italia.

La presenza di questa anomalia, associata ad altre magnetiche localizzate “pressappoco al di sotto di Ivrea, indicano la presenza di un corpo roccioso notevolmente più denso dei materiali circostanti… inducono a pensare che esso possa rappresentare una scaglia di monti_pelatimantello superiore”.
In altre parole siamo in presenza di rocce che solitamente si trovano a più di 60 chilometri di profondità sotto la crosta terrestre, nel secondo dei tre strati che convenzionalmente utilizziamo per suddividere la terra in base alle rocce che la compongono: crosta mantello e nucleo. Incontriamo quindi la Riserva Naturale dei Monti Pelati, altro Sito di Importanza Comunitaria che si trova in Canavese.

Meta considerevole per escursioni d’interesse geologico, mineralogico e naturalistico, ad uno sguardo superficiale non dice molto, non ci sono montagne, laghi, poca vegetazione, ma proprio queste caratteristiche ne fanno un luogo speciale.
Questi monti sono infatti costituiti da peridotite e sono una rarità in superficie.

Altra riserva naturale speciale, in questo caso della Regione Piemonte è quella del Sacro Monte di Belmonte.

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Parco del Gran Paradiso

Famosissimo e senza necessità di presentazione, perché conosciuto a livello mondiale, non perché sia il primo parco nazionale italiano, ma proprio per la sua bellezza, il Parco del Gran Paradiso si trova, nel suo versante piemontese, proprio in Canavese.



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