ENOGASTRONOMIA CANAVESANA


Salignun con le Miasse, Canastrei, Ajucca, Carema ed Erbaluce

Per chi ama i formaggi pregiati e introvabili della tradizione alpina, e vuole scoprire il Civrin della Val Chiusella, mangiare il Salignun con le Miasse , la Toma ‘d Trausela, il Murtret di Quincinetto e tutte le tome prelibate che gli alpeggi delle valli Orco e Soana, deve arrivare in Canavese.

Dove potrà anche gustare un altro prodotto tipico il Salam ‘d patatai prodotti del bosco dai funghi ai piccoli frutti come i mirtilli, ai fiori di gaggia (acacia), il dolce miele di questi ultimi, ma anche quello più robusto di castagna.  Per concludere con i dolci dal sapore contadino, la cui tradizione risiede nei forni comuni dei paesi: i torcetti di Agliè, i nocciolini di Chivasso, i canestrelli, le paste ‘d melia,…

E anche per chi ama le verdure, gli ortaggi, i legumi e le farine il Canavese offre prodotti tipici ed esclusivi: la piattella di Cortereggio, il cavolo verza di Montalto, le cipolline di Ivrea, il pomodoro costoluto di Chivasso, il mais Pignoletto Rosso di Banchette,…l’ Ajucca, erba spontanea con la quale si prepara una prelibata zuppa a base di pane raffermo.

E torniamo da dove siamo partiti: il territorio, la cui origine glaciale, rende le sue terre ricche di sali minerali e quindi luogo ideale per la coltivazione della vite; ma non solo la presenza dei laghi che abbiamo avuto modo di incontrare, le colline dell’anfiteatro morenico, la costante ventilazione proveniente dalla Valle d’Aosta rendono il microclima canavesano particolarmente favorevole per la viticoltura.

Il paesaggio è stato modificato dalla coltivazione della vita rendendolo particolarmente suggestivo, grazie ai pilastri in pietra denominati Pilun. Tra i vini locali più conosciuti troviamo: l’Erbaluce di Caluso, il Carema, il Canavese Rosso.



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