ARTE IN CANAVESE: UNA VERA SORPRESA !

Moltissimi sono i luoghi di interesse storico e artistico in Canavese.

Arte preistorica…

Il Sentiero delle Anime, o Santér dj’ Ànime, è non solo il più conosciuto, ma anche il più’ affascinante itinerario della Valchiusella. Attraverso un itinerario ad anello percorre sentieri già calpestati nel passato dagli antichi abitanti canavesani. Il “Sentiero delle Anime” si esplora, principalmente, per scoprire i segni ancestrali scavati nella roccia dai nostri antenati.
La “Pera Cunca”, in prossimità di Masino, un masso erratico con coppelle lavorate è uno più noti del Canavese.
Coppelle Paraj Auta Altri ritrovamenti di questo tipo si possono vedere alla Paraj Auta, una modesta elevazione posta sul territorio fra Ivrea e Pavone Canavese.

E ancora il Menhir di Lugnacco in Valchiusella, le steli antropomorfe di Tina, frazione di Vestignè o il monolite di Mazzè.
Il villaggio palafitticolo sul lago Pistono, i cui materiali ritrovati sono esposti presso lo Spazio Espositivo per l’archeologia di Montalto Dora, il sito archeologico delle palafitte del lago Viverone, risalente all’età del Bronzo e inserito nel sistema dei “Siti Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino”.

I romani e i longobardi…

Nei dintorni di Mazzè sono stati ritrovati un tratto rettilineo di tracciato stradale romano e resti che dimostrano come la zona fosse dedicata all’estrazione dell’oro, similmente a quanto accade alla Bessa, nel vicino territorio biellese.
L’insediamento rustico di età romana di San Giorgio Canavese, emerso durante gli scavi per l’adeguamento dello svincolo autostradale nel 2012.
Sicuramente “Eporedia”, l’antica Ivrea, è il luogo di maggior interesse, con i resti dei ponti romani, il Ponte Maior (lungo più di 40 metri, largo 5 metri e formato da 10 arcate) di cui rimangono i resti nella Dora Baltea, la “banchina fluviale” (si presume servisse per la navigazione), e l’Anfiteatro di Ivrea. Raccoglie la maggioranza dei reperti il Museo Civico Pier Alessandro Garda.

Insediamenti longobardi sono stati ritrovati a Belmonte nel Comune Valperga Canavese, dove sono stati ritrovati i resti di un villaggio longobardo fortificato e la necropoli longobarda di Cantarana a Borgomasino con 90 tombe e i loro ricchi corredi.

Castello di Parella Città Metropolitana di Torino

I castelli e le dimore storiche…

A testimoniare un antico passato quasi tutti i paesi canavesani hanno un castello, o una rocca, di origine medioevale, che nei secoli si sono trasformati in residenze nobiliari… Il Castello di Masino, il Castello di Agliè, il Castello delle “Rossi Torri” di Ivrea, e ancora quello di Parella, il castello di San Giorgio Canavese, di Rivara e il vicino di Rivarolo, il castello di Mazzè, quello di Borgomasino, di Moncrivello, di Pavone Canavese, di Chiaverano, di Valperga, di Strambino, di Candia Canavese, di Castellamonte, di Foglizzo, di Montalo Dora, di Ozegna,…tutti diversi e tutti particolari.

Le torri-porte…di Piverone, Palazzo Canavese, Romano Canavese, Oglianico, Barbania, Levone, Rocca Canavese, Perosa Canavese,…..

…Chiese, Pievi, Campanili

santo stefano_candia canavese La chiesa di Santo Stefano del Monte a Candia Canavese, di cui si hanno notizie certe già con la bolla papale di  Alessandro III, datata 1177, in cui si riscontra la dipendenza di Santo Stefano dall’ordine dei monaci del Gran San Bernardo, l’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese, la pieve di San Lorenzo a Settimo Vittone con i suoi magnifici affreschi, il “Gesiùn” a Piverone, il bellissimo esemplare di clocher – porche della parrocchiale di Lugnacco, che con gli altri sei presenti in Canavese (S.S. Pietro e Paolo a Bollengo, Santo Stefano di Sessano a Chiaverano, S. Michele a Pecco, S. Ilario a Strambinello, S. Pietro di Livesa a  Oglianico, il già citato S. Pietro di Piverone) valgono da soli una visita in Canavese.

A questi possiamo però ancora aggiungere il Duomo d’Ivrea, la Torre di Santo Stefano e la chiesa di San Bernardino sempre ad Ivrea, con il suo meraviglioso ciclo pittorico della Vita e Passione di Cristo realizzato da Gian Martino Spanzotti, la Chiesa di Santa Croce a Sparone, per trovare ancora piccoli tesori come la Chiesa di Sant’Eusebio al Masero, con un affresco d’inizio Quattrocento attribuito a Domenico della Marca di Ancona.

Sant_Eusebio_affresco_cornice

Musei ed ecomusei

Più di 25 musei sono presenti sul territorio canavesano, tra gli altri rivestono particolare importanza il MAAM  Museo a Cielo Aperto dell’Architettura Moderna a Ivrea, che racchiude gli edifici più rappresentativi della cultura olivettiana.
Il Museo Pier Alessandro Garda, sempre a Ivrea, raccoglie un’importante sezione archeologica dall’età neolitica fino al periodo basso medievale, una notevole collezione d’arte orientale e la collezione Croff.
Mentre il Laboratorio-Museo Tecnologicamente è un museo laboratorio dedicato all’Olivetti.

Il  M.A.C.A.M. di Maglione propone opere d’arte contemporanea di diversi artisti, quest’ultimo fa parte della rete museale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, che  ha lo scopo di  valorizzare i siti museali presenti sul territorio.

Anche l’elenco degli ecomusei presenti in Canavese è eterogeneo: Ecomuseo della castagna a Nomaglio, Ecomuseo l’Impronta del Ghiacciaio a Caravino, Museo “La Botega del Frer” Chiaverano, Museo all’Aperto Arte e Poesia “Giulia Avetta” (MAAP) a Cossano Canavese, Museo civico “Nòssi Ràis” a San Giorgio Canavese, Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Maglione (MACAM) a Maglione, Museo della civiltà contadina ad Andrate, Museo didattico “Memorie del tempo” a Perosa Canavese e il Museum Vischorum
a Vische, tutti visitabili grazie all’AMI-Ecomuseo dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.



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