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SCAFFALE CANAVESANO

Si chiama Canavèis  e, con il numero dedicato all’autunno 2014 e all’inverno 2015, è giunta ormai alla venticinquesima apparizione nelle edicole e librerie della nostra zona.
La rivista, nella cui testata con felicissima intuizione compare il nome del nostro territorio nella sua versione linguistica locale, è ben nota ai tanti appassionati di “cose canavesane”, puntuali all’appuntamento  semestrale con la miscellanea di contributi elargita loro dai numerosi studiosi, eterogenei per età e professione, ma accomunati dal grande amore per la propria terra di origine o di adozione. Gli interventi vengono di volta in volta selezionati dal direttore Giancarlo Sandretto, affiancato dalla redazione composta da Flavio Chiarottino, Oliviero Cima, Aleardo Fioccone e Lino Fogliasso:
Torre dei Venti quadrata al Castello di Masino

ALLA SCOPERTA DELLA TORRE DEL CASTELLO DI MASINO

Un tetto colorato: giallo, rosso, verde.
In cima una bandiera in metallo, leggera.
Una pianta esagonale.
Al di sotto una freccia e sopra questa, affreschi di bambini, che soffiano.

La “Torre dei Venti, al Castello di Masino, si presenta austera, come le vecchie torri di guardia che da sempre difendono le fortezze e, anche se ingentilita e trasformata, nel diventare dimora signorile, conserva una serietà al ricordo di difesa.

Munumento Le mani a Ivrea

CI CONSIDERANO FOLLI

…a guardarci dal di fuori forse non hanno tutti i torti,
come è possibile che un popolo tendenzialmente freddo prenda fuoco ed impazzisca per due mesi l’anno?
Bisogna essere un po’ folli per: trovare afrodisiaco l’odore di sterco di cavallo mescolato all’arancia, emozionarsi al suono delle “giuchinere”, sentire e risentire le stesse Pifferate da anni, acclamare una Signora vestita di bianco su un cocchio dorato, unire in un’unica festa un esercito napoleonico ed un podestà con suo seguito medioevale…
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PARAJ AUTA

La “Paraj Auta” e’ una modesta elevazione, arriva a 354 metri di altezza. Si trova posta fra i comuni di Pavone Canavese ed Ivrea, nello specifico il quartiere Bellavista.
L’itinerario permette di scoprire differenti tipi di vegetazione, ma non solo, si possono infatti ritrovare tracce di antichi popoli che abitavano la regione. Si possono percorrere i comodi sentieri segnalati da paline informative: naturalistiche, geologiche ed archeologiche fino ad incrociare le quattro bacheche degli ingressi principali: A, B, C e D.

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