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ODI ET AMO

Se nasci a Ivrea o la ami, o la odi, non puoi farci nulla.

Cresci e ti rendi conto che o ti senti cullato e protetto dalla città dalle rosse torri, oppure senti la necessità di scappare lontano, il più lontano possibile, prendere le distanze da tutto e da tutti.

Sono rimasta in bilico per anni, indecisa riguardo quale fosse il mio posto, in dubbio se fidarmi o meno di quella cittadina che a tratti mi prendeva per mano e a tratti mi prendeva a schiaffi.
Finché un giorno qualcosa mi ha aiutato a capire da che parte stavo.
Quel qualcosa è stato la CORSA.

I dubbi e le incertezze sono volati via quando per la prima volta ho indossato le scarpe da running e ho percorso quelle strade e quei sentieri che mi avevano visto crescere e che ora scoprivo con occhi diversi, con la voglia di conoscerli veramente e di conoscere me stessa.

Ci sono mattine in cui mi sveglio all’alba, e mentre lavandomi i denti butto un occhio fuori dalla finestra, so già che quello sarà uno di quei giorni in cui non desidererei essere in nessun altro posto al mondo.
panorama_lago Infilo ai piedi le mie compagne di chilometri ed esco di fretta, come se avessi un appuntamento e fossi in disastroso ritardo.
Passo davanti agli edifici Olivetti che ci ricordano il nostro passato eporediese, spingo le gambe fino a sembrare di volare sul porfido delle vie del centro storico, attraverso strade prima di raggiungere il mio amato lago Sirio, subito dopo aver scavalcato piccoli scorci di campagne e aver sentito lo sguardo delle montagne sulle mie spalle.

Quando la giornata comincia così, sono quasi certa che Ivrea, le sue colline, i suoi laghi e le stradine che li collegano siano stati messi lì apposta per chi, come me, non sapeva bene da che parte stare.

Ho corso per questi sentieri per più di dieci anni, li ho odiati nei giorni di pioggia, li ho amati nelle calde sere estive, ma ogni volta sono tornata a casa con il sorriso stampato in faccia e la voglia di non smettere mai.

Forse è anche per questo che ho fatto della corsa il mio modo di scoprire il mondo, nuove città. E tutto quello che ho visto e soprattutto che ho sentito, ho voluto raccontarlo un po’ a me stessa e un po’ a chi avrà voglia di scoprire cosa vuol dire amare così tanto questo sport e il proprio territorio.

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“Correre a due passi da casa” è tutto ciò che Ivrea e la corsa hanno saputo trasmettermi.
…ho avuto un colpo di fulmine per questo sport tra i vialetti di Miami, ho visitato e corso in tante città del mondo che mi hanno trasmesso emozioni sempre diverse e sensazioni limpide nella mia testa, e indossare le mie scarpe e correre quelle strade sconosciute è il mio modo per viverle fino in fondo.
Ma ogni volta che vedo questa pozza d’acqua tra le mie montagne, rivedo la fatica delle prime corse, dove tutto è cominciato, la magia del crescere insieme a mio fratello, la meraviglia nel non stancarmi mai di questa visuale.

Mi rilasso, c’è silenzio.

Sorrido, mi asciugo la fronte e riparto…”

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Cristina Mazzola

Cristina Mazzola

"Ci sono un sacco di buoni motivi per cominciare a correre"

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