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Montestrutto in Canavese

Lungo la statale 26, che da Ivrea porta verso la Valle d’Aosta, poco prima di arrivare a Settimo Vittone, eccoci raggiungere la piccola frazione di Montestrutto, anticamente denominata “Mons obstructus” proprio per la sua caratteristica principale: quella di essersi sviluppata appoggiata alle rocce del monte.

Passando dietro la centrale elettrica, ben visibile dalla strada, si può lasciare l’automobile in un ampio parcheggio. Scesi dall’auto, di fronte a noi, oltre un immenso prato, le pareti di una splendida falesia, il piccolo paese di origine medievale e, in alto, sulla cima di una collina un pittoresco castello che ricorda le fiabe e domina dall’alto il borgo e la piana.
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Il paese sorge sulla destra della Dora Baltea in una posizione ben soleggiata, invitante in un tutte le stagioni, ma soprattutto in primavera e in autunno per godersi i colori della natura e la tranquillità delle molteplici passeggiate. Da qui partono sentieri che permettono di ripercorrere i passi dei pellegrini sulla Via Francigena, diretti o di ritorno da Roma, e di raggiungere paesi situati a più di 800 metri di altitudine come Andrate.

Oggi la mia famiglia è al gran completo e ci incamminiamo curiosi verso il paese dove ci aspetta Aldo che con la moglie Mary gestisce “La Rondine” il loro Bed&Breakfast. Avere come guida un abitante del luogo che fin da bambino correva in lungo e in largo alla scoperta di questo angolo di Canavese, a molti sconosciuto, è per noi una fortuna.

Un progetto condiviso: un museo, un’azienda agricola, un parco avventura, …

Doppia fortuna è, che oltre ad amare il proprio territorio, Aldo ama la sua storia vissuta. La storia dei nonni e degli abitanti del paese, attori di un passato contadino di cui sono rimasti solo gli oggetti. Quest’ultimi sono raccolti con amore, custoditi come tesori e condivisi perché le tradizioni e la cultura contadina possano continuare a vivere attraverso questo piccolo museo personale.

15_museo_montestruttoSotto una bella volta di mattoni, un grosso tino fa da quinta ai tanti attrezzi un tempo sapientemente utilizzati nelle lavorazioni della vigna nei vari periodi dell’anno e invita ad entrare nella cantina dove ammirare botti, imbuti, ceste d’altri tempi. In uno spazio attiguo rivivono gli spazi della casa di un tempo, quando tutto ruotava negli spazi di una singola stanza con il focolare dove cucinare e lavorare, il letto dove riposare e il tavolo dove mangiare. Gli oggetti, ordinati con cura e meticolosità, riprendono vita nel tono basso e pacato della voce che li racconta e basta ascoltare, lasciandosi trasportare liberamente dalle parole, per trovarsi catapultati indietro in un tempo non lontano, ma così diverso dai nostri giorni.

A Montestrutto da poco si è vendemmiato e i grappoli di uve bianche e nere, lasciate le viti, ora riposano su ampi letti in attesa di essere rovesciati nei tini per iniziare la fermentazione controllata e trasformarsi in ottimo vino.

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Ultima nata, in questo progetto di valorizzazione che conta diverse perle, la cantina dell’Azienda Agricola “La Turna” merita di essere visitata, oltre che per i vini, anche per l’olio prodotto a Montestrutto. La mattina ormai è volata ma c’è ancora molto da vedere così decidiamo di fermarci al Bar Ristoro “Vertical Rock” ad assaggiare ottimi salumi e formaggi prodotti nelle cascine intorno bevendo un buon vino della vicina cantina.

In questo piccolo borgo si respira aria fresca e allegria, sono infatti molti i giovani e le famiglie con bambini che vengono qui per cimentarsi scalatori in una delle tante salite ferrate della palestra di roccia. 15_museo_falesia_montestrutto Diversi settori con chiodatura più ravvicinati sono state realizzate per i piccoli che possono cimentarsi sulle vie facili che prendono spunto del nome delle squadre di arancieri del Carnevale di Ivrea e i più esperti? Non rimarranno delusi dalle pareti del Big Wall o del Cervino.

Tra urla gioiose di bambini che si rincorrono nel pratone camminiamo sulla destra passando accanto ad una vigna per gustare un ottimo gelato artigianale fatto con il latte delle mucche locali e materie prime acquistate da coltivatori e aziende del posto, dall’“Agrigelateria Agrimont”.
Ognuno ha le proprie passioni, a me piacciono crema e cioccolato, ma a un buon cono con ricotta e pere non ho saputo resistere con la curiosità di assaggiarne il sapore. Buonissimo.

Usciti ci dirigiamo al piccolo maneggio dei pony di “Amemi” un’associazione sportiva dilettantistica, il posto ideale per il battesimo della sella.

15_panorama_parco_avventura_montestrutto Ritorniamo sui nostri passi e lasciamo Sofia al “Parco Avventura La Turna”, indossato caschetto di sicurezza, imbragatura, moschettone e carrucola con calamita inizia il suo percorso di scalata. L’ambiente famigliare e la presenza di più istruttori lungo il percorso ci rassicura e decidiamo di lasciarla scatenarsi su 2 percorsi, prima il più facile poi quello più impegnativo.

Noi sempre in compagnia ci addentriamo nel borgo. Percorriamo Via Vittorio Emanuele, tra i cubetti il segno del passaggio delle mucche che di qui sono passate per andarsi a godere i prati verdissimi ancora fioriti. Le case seppur ristrutturate mantengono i tratti tipici e gerani colorati qua e la spuntano sui balconi.

Al centro della piazza una fontana in pietra con un’acqua freschissima. Ci incamminiamo in salita tra le case e passiamo accanto al lavatoio alimentato dalla rusa, seguiamo la mulattiera e troviamo la fontana dl’a sapa, un piccolo incavo scavato nella roccia, un tempo usata come abbeveratoio da pecore e capre e dai contadini per bagnare il manico di legno della zappa in modo che gonfiando si fissasse alla parte in ferro.

15_olive_montestruttoLa strada di fronte a noi si biforca, sulla destra la strada tra i boschi porta verso Nomaglio e i suoi castagneti, noi voltiamo a sinistra, in direzione del vecchio cimitero, in uso fino al 1902, e la Chiesa di San Giacomo del XI secolo, una tappa fondamentale per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena.

Raggiungiamo infine il castello costruito sui resti di un’antica fortificazione del X secolo. Citato durante le guerre delle Macine tra Ivrea e Vercelli, ci sarebbe da dire molto ma resta il fatto che purtroppo non è visitabile al pubblico. In ogni caso la vista da quassù è magnifica. Si possono ammirare alti castagni, vigneti con i classici tupiun e inaspettate piante mediterranee: gli olivi! In realtà testimonianze di olivicoltura in Piemonte si registrano fin dal duecento e il microclima della zona è perfetto per questo tipo di coltivazione.

15_presepe_montestrutto Torniamo sui nostri passi e incrociamo Elisa e Luca e scopriamo che diverse famiglie lavorano, già da giorni come folletti e all’insaputa di tutti i visitatori di Montestrutto, per il Natale, ci svelano il dietro le quinte di uno di questi luoghi suggestivi dove si sta preparando uno splendido presepe. Ma non posso svelarvi di più, altrimenti che sorpresa sarebbe! Gli abitanti di Montestrutto vi aspettano, infatti dal 5 dicembre, con i Presepi nel Borgo.

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Nico Sofia

Nico Sofia

“I genitori danno due cose ai figli: le radici e le ali.” Proverbio indiano del Quebec

Commenti (1)

  • Enrico Giovanetto

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    Molto carino il ritratto in pochissime pennellate del mio amato posto……d’altronde (scuserà il mio piemontese scritto che è veramente pessimo) “Muntastru …cita tera….due liserte fan la guera…..an liol distendù a cuercian tut Muntastru….
    Scherzi a parte complimenti….mi è piaciuto molto ..complimenti.

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