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Il Castello di Masino e “La tre giorni per il giardino”

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Andando alla scoperta di un borgo o di un territorio molto spesso l’istinto ci fa tornare bambini e ricercare innanzitutto il castello! Ambientazione di tante fiabe dove vivevano il re e la regina, o dove il cavaliere salvava la principessa rinchiusa nella torre, o il fantasma che tutte le notti passeggiava per le sale del suo maniero…
Chi viene in Canavese non rimarrà insoddisfatto, sono molte infatti le antiche dimore, più di una trentina; alcune visitabili, altre solo in rare occasioni: dal Castello di Agliè a quello di Rivara, da Parella a Ivrea, dal Castello di Malgrà a Rivarolo Canavese al Castello di Pavone Canavese, ricostruito alla fine dell’Ottocento da Alfredo D’Andrade.
Quale scegliere? Non saprei sono tutti belli e diversi uno dall’altro. Dall’inizio della primavera al tardo autunno un’ottima scelta è di sicuro il Castello di Masino edificato alla sommità della collina della Capra e su cui si sviluppa anche l’antico borgo.

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In questo splendido luogo che domina l’intero Anfiteatro Morenico d’Ivrea si ripete ogni anno la Tre giorni per il giardino. L’evento, organizzato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e dall’Accademia Piemontese del Giardino, è famoso in tutta Italia e molto atteso dagli appassionati del green.

Ed è proprio in occasione della manifestazione dello scorso anno che con la mia famiglia ho deciso di visitare anche il parco del Castello di Masino. Abbiamo raggiunto la piccola frazione di Masino e abbiamo lasciato l’auto in uno dei tanti prati che circondano il castello e che in occasione della mostra si trasformano in ampi parcheggi.
La mostra è all’interno del parco del castello: l’ingresso è a pagamento ma per fortuna l’organizzazione è ottima e in pochissimo ci ritroviamo all’interno del parco e iniziamo la nostra visita.

Il colpo d’occhio è un ottimo biglietto da visita. Un magnifico enorme prato circondato da alberi secolari e sullo sfondo il castello fanno da quinta teatrale a tantissimi gazebo bianchi distribuiti su ambo i lati di un percorso circolare.
Ovunque fiori colorati e piante di ogni tipo… statue, arredi da giardino e poi galli, asini e ancora … profumi, odori, …

I visitatori sono moltissimi, persone di ogni età, molte le famiglie con passeggini e bambini piccoli e poi ragazzi in coppia o in gruppo ma nonostante l’elevato numero gli ampi spazi fanno sì che si possa ammirare con calma le tante proposte degli espositori.
L’offerta è davvero ampia, qui arrivano dall’Italia e dall’estero i maggiori vivaisti a presentare i loro punti di forza.

Camminando tra i banchi degli espositori mentre fotografo mi piace ascoltare divertito i commenti di quanti cercano come partecipanti ad una caccia al tesoro la pianta ideale per rinnovare il proprio giardino: la signora che deve sostituire la rosa ormai ammalata con una bellissima rosa rossa rampicante, l’altra intenta ad annusare il profumo del basilico perenne, poi il marito appassionato di lavanda e il signore che stravede per le orchidee. I bambini in fila curiosi davanti alle piante carnivore. Tutti pieni di entusiasmo, curiosi di scoprire dai maestri giardinieri il segreto per ottenere dei fiori così belli.

A metà del percorso decidiamo di lasciare la mostra per dirigerci verso il parco del castello.
Camminiamo all’ombra di piante secolari, ideale per gli afosi pomeriggi estivi!
Un lungo viale dove in primavera fioriscono le 7.000 spiree che conducono al Tempietto neogotico, della prima metà del XIX secolo.
Sul lato opposto al viale, di fronte al Tempietto un ampio prato su cui bambini allegri rincorrono la palla e intorno piante e cespugli colorati. Per chi vuole riposare e godersi la piacevole atmosfera distribuite lungo il parco comode panchine.

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Tra gli alberi come in una fiaba ecco spuntare maestoso il castello con la famosa Torre dei Venti.

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Ci fermiamo nel giardino “delle rose” per ammirare il colore dei roseti e scoprire i tanti personaggi che fanno capolino, nel Giardino dei Folletti! Divertente leggere i nomi degli abitanti del roseto e non solo per i più piccoli! Ad esempio Maflora è la fatina giardiniera del Castello, da quando Eufrasia Solaro, moglie del conte Carlo Francesco III, venne ad abitarvi.

Giriamo attorno al castello sul lato destro, la quinta cambia ancora, adesso ci troviamo nel giardino “dei cipressi”. Da qui possiamo ammirare in primo piano la chiesa di Masino, intitolata a San Lorenzo Martire, e il parco che appare in tutta la sua maestosità al punto che lo sconfinato Prato di Eufrasia, che ospita la mostra, sembra quasi piccolo.

Arriviamo all’ingresso del castello, subito siamo catturati dalla linea della Serra d’Ivrea, dorsale morenica che supera i 20 chilometri di lunghezza, e che si può osservare dal balcone a ferro di cavallo.

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Proseguiamo e ci avviamo verso l’Allea Grande, il lungo viale alberato che porta al labirinto!
Lungo il tragitto cannocchiali posizionati in punti strategici permettono di scrutare l’orizzonte alla scoperta delle meraviglie naturalistiche del Canavese indicate da esplicativi pannelli informativi.

Arriviamo al labirinto, il secondo più grande d’Italia per dimensione, realizzato con duemila piante di carpini seguendo il disegno settecentesco ritrovato negli archivi, e qui per i bambini un’ulteriore sorpresa un bellissimo parco giochi dove divertirsi.

Soddisfatti per la splendida giornata torniamo sui nostri passi per visitare la seconda parte della mostra.

Conclusa così la giornata ci diamo appuntamento alla Tre giorni del giardino 2018!


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Nico Sofia

Nico Sofia

“I genitori danno due cose ai figli: le radici e le ali.” Proverbio indiano del Quebec

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