cimento-canavesano-2016_mini

Emozioni in bici con il Cimento canavesano

Da pochi giorni abbiamo concluso l’edizione 2016 del Cimento canavesano, gli apprezzamenti ricevuti da chi ha partecipato ci fanno capire che siamo sulla strada giusta per far conoscere ai cicloturisti il Canavese!

Qualche dato… dal 1 marzo al 31 ottobre oltre 100 ciclisti si sono “cimentati” nella scalata delle 20 Salite più belle del Canavese, in piena autonomia e con qualsiasi tipo di bicicletta (mtb, corsa, turismo); 25 sono quelli che hanno terminato tutte le 20 Tappe, coprendo una distanza minima di 1.086 km!

Ma come lo scorso anno le emozioni, le difficoltà, la fatica e la passione saranno raccontate da chi ha percorso le salite del nostro meraviglioso territorio!
Impegno, allenamento, sudore, caparbietà hanno permesso di raggiungere con soddisfazione questi grandi traguardi personali, che sono il segno più evidente delle sfide genuine che solo il ciclismo amatoriale può dare alla scoperta di territori montani altrimenti non frequentati valorizzandoli, in chiave turistica-ambientale, anche in momenti successivi con presenze effettive attraverso il passa parola o il ripercorrere da parte di altri cicloturisti quelle stesse gesta.

Quindi complimenti a tutti… E BUONA LETTURA con i commenti di:

  • Davide Biggin
  • Aldo Cignetti
  • Giampaolo Rossi
  • Luca Ganio
  • Valter Fumagalli
  • Daniele Adriano
  • Teresa Pomatto
  • Ivano Valle
  • Paolo Ghiggio

davide_biggin_cimento
davide_biggin_cimento

Ho scoperto l’iniziativa “Il Cimento Canavesano” nel Novembre 2015 parlando con un paio di ciclisti incontrati dalle parti di Prascondù, e l’idea mi è subito piaciuta.

La possibilità di organizzarsi in autonomia, scegliendo l’ordine con cui effettuare le salite secondo i propri tempi o il proprio livello di allenamento, rispecchia proprio lo spirito di libertà che soltanto la bicicletta riesce a trasmettere.

Percorrendo le salite del Cimento 2016 ho sperimentato nuovi percorsi che non conoscevo: la zona della Serra di Ivrea e la bassa Valle d’Aosta, ad esempio.

davide_biggin_foto2

Tra questi Champorcher, ma anche l’Alpe Buri (bella tosta!), Santa Maria Maddalena (in cui per la prima volta ho pensato: “ Ma chi me l’ha fatto fare”!), l’Alpe Maletto, Scalaro e la zona di Andrate: tutte sono state delle belle scoperte.
Senza dimenticare però le “vecchie conoscenze”, come il Teleccio (dura ma spettacolare!), la Cavallaria (che si fa sempre rispettare), o Piamprato e Santa Elisabetta.

Ogni salita rappresentava un’avventura: giorni prima del week end studiavo il meteo, aspettando la giornata ideale, poi pulivo ed oliavo la bici in una sorta di rituale in attesa del gran giorno. Molto originale l’uso del RoadBook: farlo timbrare ad ogni posto tappa dava quella sensazione di “professionalità” che mi faceva sentire orgoglioso!

E’ stato bello anche incontrare per strada altri ciclisti anche loro impegnati nel Cimento: scambiarsi opinioni, consigli e confrontare con orgoglio i propri RoadBook. Tutto questo ha avuto l’effetto di renderci parte di un gruppo, finalizzando in uno scopo comune le singole uscite.

Qual è stata la salita che mi è piaciuta di più? Beh! il Colle del Nivolet ha un fascino tutto suo: il lungo chilometraggio (160 Km), il dislivello impegnativo (più di 2400 m) insieme alla quota elevata, sono tutte caratteristiche uniche; ma è soprattutto la maestosità e la bellezza del paesaggio in cui ti immergi che lo rende impareggiabile, ed è la giusta ricompensa per la dura fatica spesa per conquistarlo.

Rivolgo quindi un grande e sentito grazie al Team Fuori Onda Bike che ha progettato ed organizzato questa bella iniziativa che decisamente è stata apprezzata da molti appassionati di bici (di salite in particolare) e che sicuramente ne appassionerà di nuovi nelle prossime edizioni!

Davide Biggin

aldo_cignetti_cimento
aldo_cignetti_cimento

Amo le salite, e più sono dure più mi piacciono, potevo quindi rinunciare alle 20 salite del CIMENTO???

Fatte quasi tutte in compagnia del mio socio ciclistico (Mauro, mio fratello).
Ho/abbiamo affrontato le asperità partendo dalle più semplici e meno impegnative, per crescere di intensità ed arrivare ad effettuare le più difficoltose da metà luglio in poi.

Il periodo ha combaciato con il momento di mia maggior forma fisica.
Tanto meglio, perché ho avuto modo di divertirmi, di godere dei paesaggi, e di terminare le varie tappe in modo brillante, nonostante lo sforzo muscolare non indifferente.
Durante lo svolgimento delle ultime 3/4 salite la mia forma fisica ha iniziato ad avere un piccolo calo, al punto da doverle gestire in modo diverso e con grande attenzione la distribuzione e mantenimento delle forze rimaste.

aldo_cignetti_foto

Nel periodo di inizio luglio ho fatto un gita ciclistica in terra francese con scalata del mitico col d’Iseran 2770 mt. e ho avuto così modo di fare un confronto con le n/s salite canavesane.
Risultato… i francesi, possono solo invidiarcele le ns salite canavesane, soprattutto le più impegnative.

Mi auguro che le salite vengano riproposte anche per l’anno 2017, magari con qualche ritocco o qualche aggiunta rispetto al programma 2016, comunque indipendentemente da ciò, sono pronto per la nuova edizione.
In ultimo, un plauso all’organizzazione, per la creazione di un evento autogestibile che da modo di mantenere un impegno protratto nei mesi, e quindi fattibile anche in presenza di altri impegni ciclistici.

Aldo Cignetti

giampaolo_rossi_cimento
giampaolo_rossi_cimento

Anche quest’anno è andata, l’ultima salita l’ho completata giusto qualche giorno prima di partire, sempre in bici, per Parigi, con quattro amici della Vigor.

Quest’anno l’orgoglio è stato quello di indossare la maglia del cimento conquistata faticosamente l’anno scorso, poterla sfoggiare davanti agli altri ciclisti incontrati lungo la strada, chi lo conosceva ammirava chi lo veniva a sapere per la prima volta si incuriosiva e un po’ di promozione non fa mai male.

giampaolo_rossi_foto

Le salite le conoscevo già, tranne il Maletto che si è dimostrata una salita ostica, da affrontare con il giusto rispetto, le altre mi hanno fatto un po’ meno paura dell’anno scorso ma la fatica è stata sempre tanta.

Santa Maria Maddalena anche quest’anno mi ha regalato una bella pioggia ma stoicamente, come l’anno scorso, non ho ceduto e pioggia o non pioggia sono arrivato in cima.

Cosa aggiungere ancora? Per chi ancora non si è cimentato l’invito a provarci: ogni salita completata è una soddisfazione, arrivare alla fine poi…

Non mi resta che ringraziare di nuovo e calorosamente Luciano e tutto il Fuoriondabike per aver organizzato anche quest’anno il Cimento Canavesano.
Continuate così che questa è una bellissima manifestazione.

Giampaolo Rossi

luca_ganio_cimento
luca_ganio_cimento

Pur non essendo un “frustagume” ma amando più le ruote grasse ho accettato con piacere di partecipare al Cimento Canavesano, evento che si ripropone di far percorrere strade e percorsi secondari con salite mozzafiato che solo in parte conoscevo per averle percorse in moto, ma una buona parte di esse erano a me ancora sconosciute.

Percorrerle il bici è stato sicuramente più faticoso ma anche più piacevole, dal punto di vista del paesaggio, nonché per essere riuscito a spingermi sino a cime e luoghi che mai avrei pensato di poter raggiungere.

luca_ganio_foto

Certo, è anche una sfida con te stesso, una corsa agonistica, che ti porta a dire certo che ce la farò ad arrivare uin cima senza posare il piede, ma comunque vada a finire, qualunque siano i tempi della tappa, quello che ti resta dentro è l’essere arrivato, l’aver visto posti e luoghi nuovi ma soprattutto l’aver vissuto la giornata solo o con amici all’insegna dello sport.
In conclusione è stata un’esperienza positiva, sia dal punto di vista sportivo che umano, che ti mette a confronto con te stesso dal punto di vista sportivo, ma ti concede ampiamente soddisfazione al raggiungimento delle mete, anche perché quasi tutti i fine tappa offrono ristoranti con ottime pietanze reintegrative.

Quindi un invito a tutti quei ciclisti che come me non amano in particolar modo la bici da strada, anche perchè i traguardi sono uguali per tutti ma la scelta del tipo di bicicletta è soggettiva.

Luca Ganio

valter_fumagalli_cimento
valter_fumagalli_cimento

Sul vocabolario Treccani troviamo che la definizione di ciménto è:

    1. Mistura usata un tempo dagli orafi per purificare o saggiare i metalli preziosi. b. L’operazione stessa del purificare e saggiare: al c. si conosce il vero oro (Leonardo); quindi in genere esperienza, saggio, analisi.
    2. Prova pericolosa, rischio: tentare il c. delle armi; essere, mettersi, trovarsi in un grave c.; anche dura prova morale. Più comunemente nelle espressioni mettere, porre a c., arrischiare, esporre a pericolo: non mettere a c. la tua vita; o mettere a dura prova, sfidare; se mi mettono a c., vedranno di che cosa sono capace.

valter_fumagalli_foto

In pratica saggiare le proprie capacità mettendosi a dura prova e credo che questo sia proprio lo spirito del cimento, almeno è quello con cui l’ho affrontato io.
Nessuna gara, nessuna sfida se non con te stesso con le tue paure con i tuoi limiti reali o presunti tali.

Dai non mollare… ancora fino alla curva che poi molla… non potrà mica salire all’infinito… quante volte me lo sono ripetuto? E ogni volta sposti il limite un po’ più in là; e poi come tutte le cose giunge la fine e la foto di rito; e ogni volta la solita faccia sorridente e soddisfatta, perché lo sai che non hai vinto niente ma sai di aver spostato la tua asticella un po’ più un su e sconfitto un’altra volta la paura di non farcela.

Valter Fumagalli

daniele_adriano_cimento
daniele_adriano_cimento

Nel 2015, una amica mi ha regalato la sua bici da corsa usata, ho incontrato da un meccanico, Luciano che già conoscevo, e mi ha convinto a provare a fare il Cimento.

Ho provato a fare 5 salite, durissime, vedevo tanti ciclisti che mi superavano, ed un po’ mi deprimevo, ma anche mi spronavo a continuare.

daniele_adriano_foto

L’inverno l’ho passato sulla spinbike, in primavera mi son detto riprova, ho iniziato la prima salita e mi sono trovato in cima senza accorgermi. È così con calma le ho provate e finita tutte.

Le cose che ricorderò per sempre, posti bellissimi, la strada ed i ciclisti li vedo in modo diverso quando guido la macchina, la salita che ti entra dentro e diventa una sfida, le persone gentili che ti salutano.

In poche parole, il Cimento Canavesano, una gran bella invenzione.

Un grazie a Luciano, per avere accesso una bella passione.
Un arrivederci al 2017
.

Daniele Adriano

teresa_pomatto_cimento
teresa_pomatto_cimento

Che dire di questo Cimento Canavesano 2016?

Che mi ha fatto scoprire posti nuovi come Alpe Maletto e le montagne che racchiudono Scalaro, stupendo.

teresa_pomatto_foto

Ho scoperto la necessità di avere un cambio perfettamente funzionante, che non avevo, durante la salita di Santa Maria…….terribile….ma bellissima.

Tutte le altre salite le conoscevo ma le ho rifatte volentieri.

Tirando le somme, un’esperienza piacevole.

Teresa Pomatto

ivano_valle_foto2
ivano_valle_foto2

Io non abito nel canavese, sono da queste parti per motivi di lavoro, per cui non conoscevo tutte queste salite.

Fare il Cimento è stato un modo per conoscere tanti meravigliosi nuovi posti che altrimenti sarebbero stati sconosciuti per me.

La maggior parte di queste salite le ho fatte di sera dopo il lavoro, stimando il tempo di percorrenza e facendo i conti con le ore di luce, ma molte volte non ho fatto i conti bene e sono arrivato a casa con il buio.
Altre volte mi sono preso mezza o addirittura una giornata intera di ferie per godermi il giro in bici al massimo.

ivano_valle_foto Sono stati sicuramente giorni ben spesi, nei quali ho visto paesaggi stupendi, respirato a pieni polmoni l’aria profumata di queste montagne, conosciuto piccole realtà agricole e pastorali ed ho persino trovato il tempo di raccogliere Ajucche.

Ho anche trovato dei piccoli ristoranti sconosciuti come il Rifugio Alpino di Santa Maria o l’agriturismo le Capanne di Scalaro dove ci sono tornato per gustare le specialità gastronomiche della zona.

Aspetto con ansia la prossima edizione per poter ripetere le esperienze e farne di nuove.

Ivano Valle

paolo_ghiggio-_cimento
paolo_ghiggio-_cimento

Cari tutti anche quest’anno ho portato a termine le 20 tappe del cimento.

Come sempre complimenti ai vulcanici organizzatori.

paolo_ghiggio_foto

Anche se le salite erano simili allo scorso anno e qualcuno può aver mosso delle critiche, io posso dire invece che è stato curioso verificare i percorsi e i tempi per compiacersi con se stessi per i miglioramenti.

Cosa che produce nuovi stimoli e nuove voglie di pedalare.

Paolo Ghiggio



POTREBBERO PIACERTI:


Tags:






Trackback dal tuo sito.

Luciano Debernardi

Luciano Debernardi

ciclismo eroico= macchine recuperate dai solai, strade bianche, maglie di lana, polvere e passione

Lascia un commento