Consorzio vini Caluso, Carema e Canavese

Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra.
Mario Soldati, “Il vino di Carema”, in “La messa dei villeggianti”

Consorzio Tutela Vini DOC Caluso, Carema, Canavese

Per ciascuna denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta può essere costituito e riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un consorzio di tutela.
E’ consentita la costituzione di consorzi di tutela per più DO e IG purché le zone di produzione dei vini interessati, come individuate dal disciplinare di produzione, ricadano nello stesso ambito territoriale provinciale, regionale o interregionale e purché per ciascuna DO o IG sia assicurata l’autonomia decisionale in tutte le istanze consortili.
Legge 238/2016, Capo V – CONSORZI DI TUTELA PER LE DENOMINAZIONI DI ORIGINE E LE INDICAZIONI GEOGRAFICHE PROTETTE

LE FUNZIONI DEL CONSORZIO:

tutela
promozione
valorizzazione
informazione del consumatore
cura generale degli interessi relativi alla denominazione

Patrimonio culturale nazionale


“1. Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale.”
Legge 238/2016 – Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino.

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LE TAPPE DEL CONSORZIO


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Un legame indissolubile: Vino e Canavese!

Tra pianura e montagna, dalle colline moreniche del Canavese hanno origine i tre gioielli canavesani dell’enologia italiana: l’Erbaluce di Caluso o Caluso, il Carema e il Canavese.

Da sempre in Canavese si produce vino.
I Salassi, popolo di origine celtica, antichi abitanti del Canavese, impararono le tecniche di coltura della vite e, come ci tramanda Plinio, conservavano il vino in botti di legno.

Non solo fonti storiche ma anche il mito della Ninfa Alba Lux, che narra la genesi dell’Erbaluce, testimonia l’importanza di una lunga tradizione vitivinicola.





Erbalus è una bianca così detta come alba perché biancheggiando risplende: ha li grani rotondi, folti e copiosi, ha il guscio o sia scorza dura: matura viene ristita e colorita e si mantiene in sui la pianta assai”.
Giovan Battista Croce (1606)


Il Carema e la viticoltura eroica!


Il Carema è ottenuto dalle uve del vitigno Nebbiolo dall’85% al 100%, nella varietà locale “Picotener” o “Picoultener” (=picciolo tenero). La sua produzione limitata e le tecniche manuali lo rendono un vino prezioso.

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I “pilun” (pilastri tronco-conici in pietra e calce che durante il giorno accumulano calore e lo rilasciano di notte) e le “topie” formano il sostegno di un articolato sistema di pergolati che adornano la conca di Carema e sorreggono i tralci del vitigno.
I muretti in pietra a secco, indispensabili per rendere il terreno in forte pendenza coltivabile, creano un suggestivo paesaggio di terrazzamenti.
Questo panorama spinge Mario Soldati a definirla “città-vigneto” e a paragonarla a Venezia, New York e Parigi, per la “sensazione violenta e irripetibile” che si prova quando per la prima volta si ammirano queste città così uniche nella loro bellezza.

La particolarità di questo tipo di coltivazione, che non permette l’utilizzo di macchinari, ma esclusivamente il lavoro manuale dei vignaioli, viene definita “eroica” e fa di Carema un Presidio Slow Food.

Il recente “Testo Unico del Vino” (Legge 238/2016) dedica un intero articolo alla “Salvaguardia dei vigneti eroici o storici”. Evidenziando come i vigneti “situati in aree vocate alla coltivazione della vite nelle quali le particolari condizioni ambientali e climatiche conferiscono al prodotto caratteristiche uniche, in quanto strettamente connesse alle peculiarità del territorio d’origine.”

L’Erbaluce: un vitigno che si fa in tre!


Il vitigno dell’Erbaluce è molto versatile; si ottengono tre versioni: fermo, passito e spumante.
Un vitigno bianco nella patria del Nebbiolo che ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano: unica DOCG della Città Metropolitana di Torino. La sua coltivazione avviene, principalmente, tramite la tradizionale pergola canavesana, con pali di sostegno e traverse.

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IL CALUSO PASSITO E IL SOLÉ
La passitaia, ovvero il solaio, solé in piemontese, è la stanza in cui appassiscono le uve selezionate per il Passito.
Questo vino è l’ideale in abbinamento con i dolci della pasticceria canavesana biscotti della duchessa, le paste di meliga, i torcetti, con lo zabaglione, ma anche con la frutta passita e candita, così come è perfetto per accompagnare formaggi dal gusto forte.
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Per piatti dal gusto più delicato, come frittate a base di verdure, la zuppa di cavolo oppure i fritti di carne e pesce l’Erbaluce di Caluso DOCG è il vino appropriato. L’Erbaluce di Caluso Spumante DOCGC è ottimo per introdurre il pasto, ma anche come accompagnamento di piatti di pesce quali il carpaccio di trota e la tartare di coregone e per concludere il pasto con tomini freschi canavesani.

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Vigneti nell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea


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Albaluce e il mito

Quando il Canavese era coperto da un Grande Lago, dopo il ritiro del ghiacciaio, Albaluce, bellissima ninfa, figlia del Sole e dell’Alba, aveva ricevuto in dono una pelle di porcellana che ricordava la luna argentea, gli occhi color del cielo e capelli che risplendevano come raggi di sole.

La leggenda completa

Albaluce e il mito


Quando il Canavese era coperto da un Grande Lago, dopo il ritiro del ghiacciaio, Albaluce, bellissima figlia del Sole e dell’Alba, aveva ricevuto in dono una pelle di porcellana che ricordava la luna argentea, gli occhi color del cielo e capelli che risplendevano come raggi di sole. ninfa-albaluce-web

Era venerata dagli abitanti del luogo che le offrivano omaggi e doni, come un divinità.
Ma arrivò il tempo in cui la Regina Ypa, sacerdotessa della Dea Mattiaca (Morgana), decise di prosciugare il Grande Lago per avere nuove terre fertili da coltivare.
La collina che tratteneva le acque doveva essere scavata per creare un canale artificiale da cui le stesse potessero defluire. Purtroppo l’intervento sortì l’effetto contrario lasciando morte e distruzione.

Albaluce addolorata per quanto era accaduto pianse e dalle sue lacrime nacquero tralci di vite e un’uva dorata: l’Erbaluce.



LE DENOMINAZIONI DEL CANAVESE


Erbaluce di Caluso o Caluso

  • TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE AL CONSUMO


    “Erbaluce di Caluso” o “ Caluso”

    Vitigno: Erbaluce (100%)
    gradazione alcolica minima complessiva: 11% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-10° C;
    colore: giallo paglierino;
    odore: vinoso, fine, caratteristico;
    sapore: secco, fresco, caratteristico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.


    “Erbaluce di Caluso” spumante o “ Caluso” spumante

    Vitigno: Erbaluce (100%)
    gradazione alcolica minima complessiva: 11,5% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-10° C;
    spuma: fine e persistente;
    colore: giallo paglierino;
    odore: delicato, caratteristico;
    sapore: fresco, fruttato, caratteristico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l;
    zuccheri residui naturali: massimo 12,0 g/l


    “Erbaluce di Caluso” passito o “ Caluso” passito

    Vitigno: Erbaluce (100%) uve appassite
    gradazione alcolica minima complessiva: 17% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-18° C;
    colore: dal giallo oro all’ambrato scuro;
    odore: delicato, caratteristico;
    sapore: dolce, armonico, pieno, vellutato;
    zuccheri residui: minimo 70,0 g/l;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l.
    Temperatura di servizio consigliata: 8-18° C.
    Invecchiamento obbligatorio minimo per tre anni.


    “Erbaluce di Caluso” passito riserva o “ Caluso” passito riserva

    Vitigno: Erbaluce (100%) uve appassite
    gradazione alcolica minima complessiva: 17% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-18° C;
    colore: dal giallo oro all’ambrato scuro;
    odore: intenso, caratteristico;
    sapore: dolce, armonico, pieno, vellutato;
    zuccheri residui minimo: 70,0 g/l;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l.
    Invecchiamento obbligatorio minimo per quattro anni.

  • ZONA DI PRODUZIONE DELLE UVE


    Provincia di Torino:

      Agliè, Azeglio, Bairo, Barone, Bollengo, Borgomasino, Burolo, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Cossano Canavese, Cuceglio, Ivrea, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Orio Canavese, Palazzo Canavese, Parella, Perosa Canavese, Piverone, Romano Canavese, San Giorgio Canavese, San Martino Canavese, Scarmagno, Settimo Rottaro, Strambino, Vestignè, Vialfrè, Villareggia, Vische.


    Provincia di Vercelli:

      Moncrivello.


    Provincia di Biella:

      Roppolo, Viverone, Zimone.

  • DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
      DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA “ERBALUCE DI CALUSO” O “CALUSO” – PDF


Carema

  • TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE AL CONSUMO


    “Carema”

    Vitigno: Nebbiolo (min. 85%); altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati o autorizzati per la provincia di Torino (max. 15%).
    gradazione alcolica minima complessiva: 12% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 16-18° C;
    colore: rosso rubino tendente al granato;
    odore: fine e caratteristico che ricorda la rosa macerata;
    sapore: morbido, vellutato, corposo;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
    È obbligatorio l’invecchiamento di due anni, di cui uno in botte di rovere o castagno.


    “Carema” riserva

    Vitigno: Nebbiolo (min. 85%); altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati o autorizzati per la provincia di Torino (max. 15%).
    gradazione alcolica minima complessiva: 12% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 16-18° C;
    colore: rosso granato;
    odore: fine e caratteristico;
    sapore: morbido, vellutato, corposo;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
    È obbligatorio l’invecchiamento di tre anni, di cui uno in botte di rovere o castagno

  • ZONA DI PRODUZIONE DELLE UVE


    Provincia di Torino:

      La zona di produzione dei vini “Carema” comprende l’intero territorio del Comune di Carema

  • DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
      DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA “CAREMA” – PDF


“Canavese”

  • TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE AL CONSUMO


    “Canavese” rosso

    Vitigno: Nebbiolo e/o Barbera e/o Uva Rara (Bonarda di Cavaglià) e/o Bonarda e/o Freisa e/o Neretto (min. 60%); altri vitigni, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino aggiornato con D.M. 28 maggio 2010 (max. 40%).
    gradazione alcolica minima complessiva: 10,5% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 14-16° C;
    colore: rosso rubino più o meno intenso;
    odore: intenso, caratteristico, vinoso;
    sapore: asciutto, armonico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.


    “Canavese” rosso novello

    Vitigno: Nebbiolo e/o Barbera e/o Uva Rara (Bonarda di Cavaglià) e/o Bonarda e/o Freisa e/o Neretto (min. 60%); altri vitigni, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino aggiornato con D.M. 28 maggio 2010 (max. 40%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 11% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 14-16° C;
    colore: rosso rubino più o meno intenso;
    odore:caratteristico, vinoso, fruttato;
    sapore: asciutto, armonico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 19,0 g/l.


    “Canavese” rosato

    Vitigno: Nebbiolo e/o Barbera e/o Uva Rara (Bonarda di Cavaglià) e/o Bonarda e/o Freisa e/o Neretto (min. 60%); altri vitigni, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino aggiornato con D.M. 28 maggio 2010 (max. 40%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 10,5% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 10-12° C;
    colore: dal rosato al rubino chiaro;
    odore: delicato, gradevole, vinoso;
    sapore: asciutto,armonico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.


    “Canavese” Rosato spumante

    Vitigno: Nebbiolo e/o Barbera e/o Uva Rara (Bonarda di Cavaglià) e/o Bonarda e/o Freisa e/o Neretto (min. 60%); altri vitigni, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino aggiornato con D.M. 28 maggio 2010 (max. 40%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 11% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-10° C;
    spuma: leggera, evanescente;
    colore: dal rosato al rubino chiaro;
    odore: delicato, caratteristico;
    sapore: fresco, fruttato, asciutto-armonico; da brut a extradry;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.


    “Canavese” bianco

    Vitigno: Erbaluce (100%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 10% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-10° C;
    colore: giallo paglierino;
    odore: caratteristico, fruttato, intenso, gradevole;
    sapore: asciutto armonico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.


    “Canavese” bianco spumante

    Vitigno: Erbaluce (100%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 11% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 8-10° C;
    spuma: leggera, evanescente;
    colore: paglierino scarico;
    odore: delicato, caratteristico;
    sapore: fresco, fruttato, caratteristico;da brut a extradry;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.


    “Canavese” Nebbiolo

    Vitigno: Nebbiolo (min. 85%); altri vitigni, a bacca rossa, non aromatici,idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino aggiornato con D.M. 28 maggio 2010 (max. 15%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 11% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 14-16° C;
    colore: rosso rubino o granato, talvolta riflessi aranciati;
    odore: caratteristico, delicato, leggermente floreale;
    sapore: secco asciutto di buon corpo, leggermente tannico;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.


    “Canavese” Barbera

    Vitigno: Barbera (min. 85%); altri vitigni, a bacca rossa, non aromatici,idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino aggiornato con D.M. 28 maggio 2010 (max. 15%);
    gradazione alcolica minima complessiva: 10,5% vol;
    temperatura di servizio consigliata: 14-16° C;
    colore: rosso rubino più o meno intenso, talora con riflessi violacei;
    odore: vinoso caratteristico, leggermente fruttato;
    sapore: asciutto, armonico, di buon corpo;
    acidità totale minima: 5,0 g/l;
    estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.

  • ZONA DI PRODUZIONE DELLE UVE


    Provincia di Torino:

      Agliè, Albiano d’Ivrea; Alice Superiore, Andrate, Azeglio, Bairo, Baldissero Canavese, Balangero, Banchette, Barbania, Barone, Bollengo, Borgiallo, Borgofranco d’Ivrea, Borgomasino, Burolo, Busano, Cafasse, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Carema, Cascinette d’Ivrea, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Chiaverano, Chiesanuova, Ciconio, Cintano, Cofieretto Castelnuovo, Colleretto Giacosa, Corio, Coassolo, Cossano Canavese, Cuceglio, Cuorgnè, Favria, Feletto, Fiorano Canavese, Forno Canavese, Front, Germagnano, Ivrea, Lanzo Torinese, Lessolo, Levone, Loranzè, Lugnacco, Lusigliè, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Montaldo Dora, Nomaglio, Oglianico, Orio Canavese, Ozegna, Palazzo Canavese, Parella, Pavone Canavese, Pecco, Perosa Canavese, Pertusio, Piverone, Pont Canavese, Prascorsano, Pratiglione, Quagliuzzo, Quassolo, Quincinetto, Rivara, Rivarolo Canavese, Romano Canavese, Salassa, Salerano, Sarnone, San Carlo Canavese, San Colombano Belmonte, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese, San Martino Canavese, San Ponso, Scarmagno, Settitno Rottaro, Settirno Vittone, Strambinello, Strambino, Tavagnasco, Torre Canavese, Valperga, Vauda Canavese, Vestignè, Vialfrè, Vidracco, Villareggia, Vische, Vistrorio.


    Provincia di Vercelli:

      Alice Castello e Moncrivello.


    Provincia di Biella:

      Cavaglià, Dorzano, Roppolo, Salussola, Viverone, Zimone.

  • DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
      DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA “CANAVESE” – PDF

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LE DENOMINAZIONI


Consorzio caluso-carema-canavese-doc

Vignaioli per passione e per tradizione


Del Consorzio fanno parte cooperative di produttori, aziende agricole e vitivinicole, società agricole, cooperative.
La maggioranza dei soci del Consorzio sono vignaioli per passione e per tradizione, lo sono da generazioni. Ancora oggi in molte famiglie canavesane nei momenti importanti, la nascita di un figlio, il matrimonio del nipote, si festeggia con un passito, più che decennale, conservato gelosamente nelle cantine.

I soci del Consorzio conoscono le piante che crescono nelle loro vigne, sanno riconoscere i grappoli adatti per produrre le diverse denominazioni, imbottigliano il proprio vino. Soprattutto amano il Canavese e sono i primi promotori della cultura territoriale facendo conoscere il prodotto per eccellenza che lo caratterizza.

ELENCO SOCI PER COMUNE
     Agliè
    MASSOGLIA MARINO AZIENDA AGRICOLA
    Via Fontanasse, 1 
    0124 33704
    SILVA AZIENDA AGRICOLA VITIVINICOLA
    Cascine Rogge, 1 
    347 3075648
     Caluso
    AZIENDA AGRICOLA RENATO BIANCO
    Via Roma, 18
    011 9833511
    AZIENDA VITIVINICOLA GIACOMETTO BRUNO
    Via Armando Diaz, 69
    011 9832898
    AZIENDA VITIVINICOLA LONGO ANTONIO
    Via Vische, 20
    011 9891086
    COOPERATIVA PRODUTTORI ERBALUCE DI CALUSO
    Piazza Mazzini, 4
    011 9831447
    ILARIA SALVETTI AZIENDA AGRICOLA
    Via Guglielmo Marconi, 7
    331 3056119
    PICCO GIUSEPPE AZIENDA AGRICOLA
    Via Cesare Battisti, 40
    011 9831230
    “SCAPINO ANSELMO DI ACTIS PERINO CAROLINA AZIENDA AGRICOLA”
    Via Mazzè, 3
    011 9832174
     Candia Canavese
    CANTINE CROSIO
    Via Roma, 75
    339 8636004
     Caravino
    LA CAMPORE AZIENDA AGRIVITICOLA
    Cascina Campore, 1 – fraz. Masino
    0125 778484
     Carema
    CANTINA PRODUTTORI NEBBIOLO DI CAREMA
    Via Nazionale, 32
    0125 811160
     Cavaglià
    AZIENDA AGRICOLA ALBERTA LUCIANA
    Cascina Bozzino
    015 29089
     Cuceglio
    FONTECUORE AZIENDA AGRICOLA
    Strada Misobolo, 11
    0124 32364
    SOCIETÀ AGRICOLA CANTINE BRIAMARA
    Via Montalenghe, 9
    0124 32034
    TENUTA ROLETTO
    Via Porta Pia, 69/71
    0124 492293
     Ivrea
    FERRANDO AZIENDA VITIVINICOLA
    Via Torino, 599
    0125 633550
     Mazzè
    AZIENDA VITIVINICOLA SANTA CLELIA
    Regione Rossana,7
    011 9835187
    PIATTI ANTONELLA AZIENDA AGRICOLA
    Via Municipio, 19
    339 3651115
     Moncrivello
    TERRE DEL CASTELLO DI MONCRIVELLO
    Via Duchessa Jolanda, 8
    0161 401175
     Piverone
    AZIENDA AGRICOLA LA MASERA
    Strada San Pietro, 32
    331 8016881
    CANTINA SOCIALE DELLA SERRA
    Strada Nuova, 12
    0125 72166
    FAVARO BENITO
    Strada Chiusure, 1/bis
    0125 72606
     Rivara Canavese
    AZIENDA AGRICOLA BERTOT DOMENICO & FIGLI SNC
    Via Bussi, 14
    0124 48746
     San Giorgio Canavese
    CARETTO LORIS LIVIO AZIENDA AGRICOLA
    Cascina Caretto
    328 0999745
    CIECK AZIENDA AGRICOLA
    Cascina Castagnola, 2
    0124 330522
    ORSOLANI AZIENDA AGRICOLA
    Via Michele Chiesa, 12
    0124 32386
     Viverone
    POZZO AZIENDA AGRICOLA
    Via Gattinara, 22
    0161 98433
MAPPA SOCI




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