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C’era una volta il Canavese… Cuorgnè

filovia Ivrea cuorgnè Credit Pagina Facebook C’era una volta il Canavese

C’era una volta il Canavese…Il progetto

Un progetto che nasce da un sentimento d’amore, verso le terre canavesane, per unire nella memoria e salvare un patrimonio culturale dall’oblio.
Far conoscere attraverso fotografie e cartoline, magari dimenticate in un cassetto, i monumenti, le chiese, le piazze, le vie com’erano e confrontarle con quelle attuali.
Confrontare il passato con il presente attraverso le immagini d’epoca dando un futuro digitale a questo patrimonio materiale, che altrimenti si disperderebbe. Per ora una Pagina Facebook “C’era una volta il Canavese” che raccoglie e condivide, più avanti un sito web dove ammirare questi scorci del nostro passato. Quindi, un invito… tirate fuori le vecchie cartoline, le fotografie dei nonni dalle cassettiere, condividete con tutti questo patrimonio che altrimenti rischia di andare perso per sempre, date una mano e dare al Canavese il suo e “visse felice e contento!”.


C’era una volta il Canavese…Cuorgnè

Oggi vi voglio parlare di Cuorgnè e del Collegio Giusto Morgando, per un primo “Com’era” e “Com’è”.

Sin dalla preistoria nel territorio di Cuorgnè e dintorni sono presenti le tracce dell’uomo. Appartiene al neolitico l’incisione dell’Orante incisa su un grande masso, sono stati portati alla luce manufatti e tombe risalenti all’età del bronzo e del ferro, ma è l’epoca romana che ha restituito le maggiori testimonianze storiche. Durante il Medioevo nei dintorni della città sorse un importante centro “Curtis Canava”, da cui dovrebbe derivare l’attuale denominazione del nostro territorio “Canavese”.
Dopo la scomparsa di Canava dai documenti storici, si comincia a trovare Corgnato, l’attuale Cuorgnè che diventa un importante borgo medievale: il borgo, via Arduino, la Torre Rotonda rimangono a testimoniare questo periodo di splendore. Il ‘600 miete le vittime della peste, ma dal secolo successivo inizia la ripresa, nel 1848 diventa sede di collegio politico elettorale, sino ad arrivare al 1928 quando i due comuni di Salto e Priacco diventano frazioni di Cuorgnè. Due anni dopo arriva il titolo di Città.

Collegio Giusto Morgando di Cuorgnè “Com’era”

La cartolina ci riporta indietro nel tempo, quando le strade non era asfaltate e non si vedevano macchine, al contrario della fotografia più contemporanea.

collegio giusto morgando prima

In questo viaggio a ritroso possiamo leggere dal Bollettino Salesiano del 9 Settembre 1913 come la città e il Canavese vivessero un periodo florido e attivo.

“CUORGNÈ (Torino). – La Scuola Serale Tecnica Professionale del Collegio Giusto Morgando ebbe quest’anno due classi, e l’anno prossimo ne avrà tre, poiché per svolgere un programma rispondente al bisogno degli allievi, occorrono almeno tre anni.
Il programma finora adottato abbracciò le seguenti materie : Disegno, Matematica, Lingua Francese, Lingua Italiana e Nozioni Varie.
Oltre alle lezioni date in classe, ogni settimana fuvvi a classi riunite, nel teatrino del collegio, una conferenza con proiezioni luminose su argomenti di svariata coltura : geografia, storia, igiene, industrie, scienze applicate alle industrie, educazione sociale ecc.
Alle due classi suaccennate furono aggiunte quest’anno, e continuano tutt’ora, un corso libero di lingua tedesca e una scuola di recitazione drammatica, con ottimi risultati.
Ottenero l’attestato di lodevole frequenza e profitto 42 allievi della prima classe e 26 della seconda, senza contare quelli del corso speciale di lingua tedesca.
Furono premiati con libretti della Cassa di Risparmio 5o allievi.
La Scuola quest’anno fu arricchita d’una propria bibliotechina circolante, divisa in due sezioni ; la prima sezione contiene opere varie, in volumi ben legati, che si distribuiscono a quelli che hanno maggior tempo a leggere; la seconda sezione, la più utile, comprende piccoli opuscoli che vengono distribuiti a tutti gli allievi, sono loro cambiati per turno, e infine restano in dono agli allievi stessi. A quando a quando son dettati alcuni quesiti sulle letture fatte, a cui tutti gli allievi rispettivamente debbono rispondere per iscritto, accennando ai punti o argomenti che più li interessarono e i loro apprezzamenti in proposito.
La scolaresca era specialmente composta di giovanotti applicati alle principali industrie ora in fiore nel Canavese, con accentuazione di meccanici e altri lavoratori in metalli, senza escludervi le solite arti e mestieri, quali di muratori, falegnami, agricoltori, elettricisti, tipografi, sarti, calzolai, confettieri, ecc…
Bollettino Salesiano 9 Settembre 1913 – Fonte http://digital.biblioteca.unisal.it/

Collegio Giusto Morgando di Cuorgnè “Com’è”

collegio giusto morgando ora


C’era una volta il Canavese… per vedere altre immagini, cartoline d’epoca del Canavese e soprattutto condividere ecco il link
Pagina Facebook “C’era una volta il Canavese”

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Alessandro Actis Grosso

Alessandro Actis Grosso

La Dama Bianca rende morbida la via , mi porta in un mondo d'immaginazione , dove cerco ombre che si spostano si nascondono , giocano con i miei pensieri ritrovando persone , che non esistono più o non sono mai esistite. Nebbia compagna del cuore che vela , proteggi il pensiero del viver felice. Actis Art

Commenti (1)

  • Stevan

    |

    Sono Canavesano. Frasiney.

    A CIANTE AL CUCUC Canta il cucù

    Iamis i vurin pì che mai i cuntisu Gli amici non vorrebbero più che io raccontassi
    dla mort dla maladia del dulur della morte della malattia del dolore
    vurin pitost che almenu ‘n po iaisu vorrebbero piuttosto che almeno un po’ li aiutassi
    a ver ‘n mes ai bosu cache fiur a vedere in mezzo ai rovi qualche fiore

    I la san tuti che a l’è pro veira Tutti sanno che è proprio vero
    che ognidon a l’ha i so dispiasir che ognuno ha i suoi dispiaceri
    che ognitant i rive n’urà neira che ogni tanto arriva un’ora nera
    e ‘l presi da pagar a l’è trop cir ed il prezzo da pagare è troppo caro

    Ma i pusan pa star sempe a lamantase Ma non possiamo star sempre a lamentarci
    e dir chi san al mundu pr piurar e dire che siamo al mondo per piangere
    chinò i sasan che tot al mundu a pase noi sappiamo che tutto al mondo passa
    e ca ven anche ‘l temp bon pr ciantar e che viene anche il tempo buono per cantare

    Ai ven l’invern ma poi la nei i sleive Viene l’inverno ma poi la neve si scioglie
    a ciante al cucuc antla prumà canta il cucù nella primavera
    iarbu iarul i frainu ian ‘l seive i castagni le querce i frassini hanno le linfe
    se chi it ven visen ta scape pa se lei ti viene vicina non scappi mica

    A baste an basen e at disgeile Basta un bacio e ti disgeli
    ta turna voia ‘d rir e ad giuar hai di nuovo voglia di ridere e di giocare
    s’it beiche su a l’è sren i son ia steile se guardi su è sereno ci sono le stelle
    alè ta turna voia ‘d ciuminar alé hai di nuovo voglia di camminare

    D’smantia i to sagren e fasan festa Dimentica i tuoi dispiaceri e facciamo festa
    fasan sunar la fisa mesi ciuc facciamo suonare la fisarmonica mezzi ubriachi
    e cianta fort e tira su la testa: e canta forte e tira su la testa
    i san ‘d Frasinei i san iuluc! siamo di Frassinetto siamo gli uluc!

    Stevan dla Tina

    Reply

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