veduta_bairo_papaveri

Alla scoperta di Bairo

Percorrendo in macchina la strada provinciale 41 che da Agliè, porta a Torre Canavese ci si accorge di quanto il Canavese possa offrire in meno di tre chilometri!

Ad Agliè merita sicuramente una visita il Castello Ducale, che fa parte delle residenze reali del piemonte, già residenza di Maria Cristina di Borbone, moglie di Carlo Felice, re di Sardegna, e a Torre Canavese, borgo canavesano vocato all’arte, ci si deve fermare, almeno, per visitare la “Viassa”, via del centro storico dedicata alle opere cinematografiche di Federico Fellini.

Ma sulla strada provinciale 41 c’è un’altra sorpresa che ci aspetta.

eccoci arrivare a Bairo!

A pochi chilometri di distanza (poco più di quattro, in questo caso) da un’altra cittadina canavesana conosciuta per la ceramica Castellamonte, c’è questo piccolo paese risalente all’XI sec. dove immergersi nella natura e scoprire scorci panoramici di rara bellezza.

Palazzo_comunale_bairoIl paese quasi non si nota dalla strada, rimanendo come nascosto alla vista, una piccola via sulla destra porta al centro dove si trovano il municipio e le scuole elementari ospitati in un bellissimo edificio in mattoni con i tipici archi canavesani.

Si può lasciare la macchina all’ombra delle piante di fronte al Comune e proseguire a piedi lasciandosi guidare dallo sguardo, un po’ più in alto rispetto al parcheggio, come su un palco, salita_ai_castellil’abside di una chiesa e uno scorcio di una torre ci indicano la via. Percorrendo la “Salita ai Castelli”, dove si può notare la targa toponomastica in ceramica, identificativa dello stretto legame tra Castellamonte e Bairo, un cartello svela la Chiesa di Santa Marta del 1600.

Arrivati sulla piazzetta di fronte la chiesa si possono ammirare la facciata della stessa, l’alto campanile e la Torre Rossa dell’orologio che già alla fine del 1300 svettava al centro del Ricetto.

bairo_san_giorgio

Scendendo in Via Principe Tommaso si incontra un alto edificio un tempo cantina nuova degli amici poi Asilo infantile di Bairo con una lapide marmorea con tutti i nomi dei benemeriti.
Seguendo la strada si arriva nella piazza della nuova Parrocchiale (1764) dedicata a San Giorgio Martire, patrono del paese festeggiato la prima domenica del mese di maggio, anche in questo caso le decorazioni sono in ceramica.

veduta_bairo_papaveri

Sulla piazza un bar-negozietto è il posto ideale per una breve sosta e per raccogliere dagli abitanti del paese, magari in dialetto, suggerimenti su cosa visitare. Qualcuno potrà indicare il poco distante paese di Torre dove rimanere immersi nell’arte e ammirare gli innumerevoli dipinti, altri più campanilisti suggerire una passeggiata nei dintorni verso la campagna.

A Bairo per chi ama il trekking e la natura è possibile percorre a piedi un anello di circa 5.5 Km immersi nella tranquillità lungo una strada dove di rado si incontrano macchine e magari avere la nostra fortuna di incontrare una gentile signora che ti offre le ciliegie appena colte dall’albero.

ruota_mulinoSi lascia il centro del paese, per proseguire, sempre a piedi, sulla strada che porta a Castellamonte e si arriva alla Cappella di San Sebastiano. Inoltrandosi nella campagna tra campi coltivati e verdissimi prati pieni di fiori colorati e farfalle variopinte si arriva accompagnati dal cinguettio degli uccellini al Canale di Caluso.

corridore_canale Proprio nel punto in cui si attraversa su un ponte il Canale troviamo i resti di un antico mulino, ottimamente ristrutturato, anticamente utilizzato per la molitura dei cereali e la pesta della canapa, oggi è di proprietà privata.

Costeggiando sulla sinistra il Canale per circa 300 metri si gode di una vista mozzafiato a 360° che, se si è fortunati, va dalla collina di Torino al Monviso, al Gran Paradiso, alla Quinzeina e al Mombarone.

cavalliAl primo ponte si può ritornare verso Bairo passando dalle cascine di Santa Maria di Zinzolano. Sulla strada del rientro vale la pena soffermarsi al maneggio Rolanda QuarterHorses, dove è possibile, se il tempo lo permette, montare all’inglese o all’americana uno dei tanti cavalli o far provare al proprio bimbo il brivido di cavalcare un pony.

Tra vigne di neretto di Bairo e prati… il giro si chiude arrivando al punto di partenza.

panorama_bairo






Trackback dal tuo sito.

Nico Sofia

Nico Sofia

“I genitori danno due cose ai figli: le radici e le ali.” Proverbio indiano del Quebec

Commenti (1)

  • Silvia Bertolone

    |

    Dalla Piazza della Chiesa , verso la chiesetta di S. Sebastiano , si trova il Palazzo D’Emarese con il suo insospettato parco storico di 30.000 mq.
    Costruito tra il ‘600 e ‘700, fu dimora privata della famiglia Vagina, poi all’inizio del 1900 c.a acquistato dai Fratelli Maristi, divenne un seminario fino alla prima metà degli anni sessanta.
    Rimasto disabitato per 10 anni, fu in seguito ristrutturato e dal 1979 è diventato “Residence del Frate” : struttura dedicata all’accoglienza, alla cura ed all’assistenza delle persone anziane.
    In 36 anni di attività, il “Residence del Frate” è stato più volte protagonista della vita comunitaria di Bairo con iniziative culturali e ludiche.

    Reply

Lascia un commento