Archivia per febbraio, 2015

dulcimer

LA LIUTERIA CANAVESANA

C’è un “luogo del cuore” che visito sempre con piacere a Romano Canavese: la Liuteria Canavesana. Come tradizione, vado a trovare Max e Ivan, i due liutai, con un sacchetto di cioccolatini appena fatti, oggi aromatizzati al sale e liquirizia, secondo un’antica ricetta svedese. Massimo Enrico è stato il mio maestro falegname, durante un appassionante corso annuale, tenutosi ormai qualche anno fa, mentre Ivan Appino era un compagno di corso che ha proseguito, studiando alla Civica Scuola di Liuteria di Milano.
Il laboratorio è nato grazie ad un progetto di valorizzazione del centro storico,
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SCAFFALE CANAVESANO

Si chiama Canavèis  e, con il numero dedicato all’autunno 2014 e all’inverno 2015, è giunta ormai alla venticinquesima apparizione nelle edicole e librerie della nostra zona.
La rivista, nella cui testata con felicissima intuizione compare il nome del nostro territorio nella sua versione linguistica locale, è ben nota ai tanti appassionati di “cose canavesane”, puntuali all’appuntamento  semestrale con la miscellanea di contributi elargita loro dai numerosi studiosi, eterogenei per età e professione, ma accomunati dal grande amore per la propria terra di origine o di adozione. Gli interventi vengono di volta in volta selezionati dal direttore Giancarlo Sandretto, affiancato dalla redazione composta da Flavio Chiarottino, Oliviero Cima, Aleardo Fioccone e Lino Fogliasso:
Torre dei Venti quadrata al Castello di Masino

ALLA SCOPERTA DELLA TORRE DEL CASTELLO DI MASINO

Un tetto colorato: giallo, rosso, verde.
In cima una bandiera in metallo, leggera.
Una pianta esagonale.
Al di sotto una freccia e sopra questa, affreschi di bambini, che soffiano.

La “Torre dei Venti, al Castello di Masino, si presenta austera, come le vecchie torri di guardia che da sempre difendono le fortezze e, anche se ingentilita e trasformata, nel diventare dimora signorile, conserva una serietà al ricordo di difesa.

Munumento Le mani a Ivrea

CI CONSIDERANO FOLLI

…a guardarci dal di fuori forse non hanno tutti i torti,
come è possibile che un popolo tendenzialmente freddo prenda fuoco ed impazzisca per due mesi l’anno?
Bisogna essere un po’ folli per: trovare afrodisiaco l’odore di sterco di cavallo mescolato all’arancia, emozionarsi al suono delle “giuchinere”, sentire e risentire le stesse Pifferate da anni, acclamare una Signora vestita di bianco su un cocchio dorato, unire in un’unica festa un esercito napoleonico ed un podestà con suo seguito medioevale…
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PARAJ AUTA

La “Paraj Auta” e’ una modesta elevazione, arriva a 354 metri di altezza. Si trova posta fra i comuni di Pavone Canavese ed Ivrea, nello specifico il quartiere Bellavista.
L’itinerario permette di scoprire differenti tipi di vegetazione, ma non solo, si possono infatti ritrovare tracce di antichi popoli che abitavano la regione. Si possono percorrere i comodi sentieri segnalati da paline informative: naturalistiche, geologiche ed archeologiche fino ad incrociare le quattro bacheche degli ingressi principali: A, B, C e D.